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“Camelot, il buio e la luce”, in scena il dolore senza ipocrisie

La locandina dello spettacolo

Lo hanno scritto e preparato da soli, aiutati dagli operatori e di volontari. Sul palcoscenico, senza false ipocrisie, c’erano le loro storie di malattia e dolore ed il mondo complesso della malattia mentale.

Ed il percorso iniziato prima dell’estate con il laboratorio teatrale organizzato dal Centro Diurno Camelot dell’ex Mandalari non solo si è concluso con successo e soddisfazione, ma si è anche concretizzato con lo spettacolo “Camelot, il buio e la luce”  andato in scena nei locali del Centro grazie al lavoro sinergico di operatori e pazienti, diretti da Rosy Gangemi.

“Siamo molti soddisfatti -dichiara Matteo Allone, lo psichiatra responsabile del Camelot. I nostri attori sono stati veramente contenti di essere riusciti in questo sforzo. Durante la serata c’è stata una bella atmosfera, una positiva corrente emozionale tra noi operatori, gli utenti e i parenti che hanno assistito allo spettacolo”.

Durante il laboratorio, durato di sei mesi e organizzato in collaborazione con il Centro di Formazione Professionale, i pazienti hanno scritto e realizzato lo spettacolo supportati dall’aiuto degli operatori e dei volontari del Servizio Civile Nazionale.

“Il testo è maturato grazie al confronto senza ipocrisie sul tema della malattia mentale -continua Allone. “Camelot, tra luci ed ombre” è ricco di citazioni dal mondo dei disabili psichici. Il fine non era solo lo spettacolo, ma una vera e propria operazione catartica”.

L’attività teatrale ha un ruolo fondamentale nel percorso riabilitativo. “Grazie all’identificazione con il personaggio e con il testo, i pazienti affrontano i loro vissuti e temi che li riguardano senza uscirne feriti -conclude il direttore del Centro. E’ un modo di esprimere se stessi in maniera indiretta. Inoltre, il lavoro di gruppo rafforza la dinamiche relazionali. Senza trascurare che l’attenzione, la concentrazione e la memoria che occorrono per il teatro accrescono nei singoli il senso di responsabilità”.

Tanti, quindi, gli aspetti che sono sollecitati e rafforzati grazie all’attività laboratoriale del Camelot e lo spettacolo appena andato in scena ha avuto un tale successo che sono previste repliche nelle prossime settimane e anche durante le festività natalizie.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.