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#Caltanissetta. Raffineria Gela, la Procura chiede il rinvio a giudizio per 22

La Raffineria di Gela
La Raffineria di Gela

Rischiano da 3 a 12 anni di reclusione i 22 tra direttori e tecnici della Raffineria di Gela e dell’Enimed per i quali la Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per disastro colposo innominato, dopo la chiusura delle indagini sul presunto inquinamento ambientale provocato dal 2005 a oggi dalle emissioni del petrolchimico dell’Eni.

Le indagini sono durate diversi anni, durante i quali gli inquirenti hanno acquisito migliaia di documenti ed effettuato numerosi incidenti probatori per accertare la presenza di agenti inquinanti nelle falde acquifere, nel suolo e nel sottosuolo. Gli imputati, tra questi c’è anche la società Raffineria di Gela, dovranno rispondere anche delle mancate bonifiche e di violazione dei codici ambientali.

“La richiesta di rinvio a giudizio per i dirigenti del petrolchimico di Gela dà ragione alla nostra politica: quell’impianto inquina, Crocetta è ancora convinto che lo sviluppo dell’isola passi dal petrolio?”. Così i deputati del M5S all’ARS hanno commentato la chiusura delle indagini sulla maxi inchiesta della Procura.

“La battaglia per il ripristino della legalità ambientale e per il rispetto della salute dei cittadini – afferma Giancarlo Cancelleri – passa attraverso scelte politiche che chi ha governato la città e la Regione in questi anni non ha intrapreso. L’unica voce fuori dal coro è stata quella del Movimento 5 Stelle, che non ha esitato a mettere sul piatto la poltrona del sindaco per tenere la barra diritta su un tema importante non solo per Gela, ma anche per quei siti che ospitano insediamenti di questo tipo. La decisione di oggi dà ragione alla nostra politica”.

“La richiesta di rinvio a giudizio -afferma Giampiero Trizzino- carica di un valore aggiuntivo il referendum antitrivelle del 17 aprile, con il quale vogliamo dire basta con questa politica criminale e nettamente superata. Quello del referendum è un appuntamento che vogliono fare passare in sordina per fare un favore ai petrolieri. Ci stiamo battendo perché avvenga il contrario e affinché si raggiunga il quorum necessario per rendere utile la votazione. Cogliamo l’occasione per invitare i cittadini a recarsi alle urne”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.