Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Caltanissetta. False dichiarazioni per ottenere benefici destinati agli indigenti

Guardia di Finanza Caltanissetta (3)La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha scoperto dall’inizio dell’anno diciassette persone che  si sono dichiarate  in condizioni disagiate per ottenere benefici dallo Stato e dal Comune pur non avendone i requisiti.

Sette hanno dichiarato il falso nelle richiesta di ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato, due persone hanno falsificato la documentazione per ottenere prestazioni sanitarie gratuite, mentre cinque persone hanno dichiarato reddito inferiori o pari a zero, per poter beneficiare del bando del Comune di Caltanissetta per l’accesso ai cantieri di servizio riservato agli ex reddito minimo di inserimento.

L’attività svolta dalle Fiamme Gialle è stata preceduta da un’accurata indagine.

Nel primo caso, in sette hanno dichiarato il falso pur di ottenere l’assistenza legale gratuita prevista, tra l’altro, per chi possiede un reddito complessivo familiare inferiore a 11.369,24 euro annui.

“Nel campo delle prestazioni sanitarie – spiegano dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta – la partita si gioca sulla indebita esenzione dal ticket sanitario, realizzato attraverso diversi espedienti, primo fra tutti, quello della falsa autocertificazione reddituale. Con questo sistema il costo della visita o della prestazione ospedaliera sostenute dai privati, andrà a ricadere sulle casse del sistema sanitario nazionale”.

Infine, i finanzieri hanno messo sotto la lente le istanze per l’accesso ai cantieri di servizi, finalizzati a un’integrazione al reddito degli ammessi, sulla base di attività di servizio realizzate a favore del Comune.

Tali comportamenti sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 309,87 a 1.549,37 euro, nonché il recupero delle somma corrisposte da parte dello Stato.

Le somme che sono state segnalate ai competenti uffici per essere recuperate ammontano a circa 45 mila euro. “Vale la pena – aggiungono dal Comando Provinciale – ricordare che tali espedienti, da parte di coloro che si ritengono dei furbetti, costituiscono nella maggior parte dei casi delle violazioni di natura penale segnalate all’autorità giudiziaria che, peraltro, vanno ad incidere su quelli che sono i cosiddetti sprechi di denaro pubblico“.