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Calabrò e il ricorso: deciderò al momento opportuno

Felice Calabrò e Renato Accorinti

“Deciderò al momento opportuno”. La domanda che poniamo a Felice Calabrò, candidato del centrosinistra che non è diventato sindaco al primo turno per 59 voti e che al ballottaggio ha perso contro Renato Accorinti è la più logica, ma anche la più banale: cosa farà se il Tar di Catania dovesse accogliere il ricorso presentato sabato scorso e le desse ragione?

La sua risposta è chiara: “Deciderò al momento opportuno, valutando bene la sentenza. Non ho voluto fare ricorso dopo il primo turno e quello depositato sabato non mi interessa. In ogni caso, chi lo ha presentato aveva tutto il diritto di farlo, perché è un percorso previsto dalla legge”. Posizione questa, che ha ribadito poche ore fa durante il faccia a faccia con il sindaco Accorrnti, che oggi lo ha contattato personalmente per incontrarlo.

Se la sentenza del TAR dovesse essere positiva per Calabrò e lui dovesse accettarla, allora subentrerebbe immediatamente ad Accorinti. Se invece dovesse rinunciare, per Messina scatterebbe il quarto commissariamento in dieci anni.

“E questa -commenta Calabrò- è un’eventualità che mi dà molto da pensare e che potrebbe far pendere la bilancia dal lato del sì. Abbiamo visto cosa succede a Messina ogni volta che c’è un commissario”. E per quanto riguarda i suoi rapporti con Accorinti? “Sono contento per lui e mi auguro che possa fare  bene il sindaco e fare bene per la città”.

E nel caso in cui invece il Tar dovesse rispondere picche al ricorso? “Io continuerò comunque a fare politica. La faccio da una vita e non mi fermerò certo adesso, in quale ruolo lo vedremo. Del resto, in Aula ci sono 29 consiglieri che volevano me come sindaco”.

Messaggio quest’ultimo, che non ha certo bisogno di ulteriori spiegazioni, visto peraltro che Accorinti può contare solo su quattro consiglieri su 40.

Intanto questa mattina il vice sindaco Guido Signorino si è incontrato a Roma con i dirigenti dell’IFEL per definire l’arrivo a Messina dei tecnici esterni (previsto per la settimana prossima) che faranno chiarezza sulla doppia relazione sullo stato dei conti di Palazzo Zanca. Il solo modo questo, per sapere se i debiti sono davvero 78 milioni come sostengono i dirigenti dell’Area Economico-finanziaria del Comune o se invece aveva ragione il commissario straordinario Luigi Croce, quando all’inizio di giugno quantificò in 500 milioni il buco nero delle casse municipali.