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Cade da un’impalcatura in un cantiere edile a Venetico: operaio sessantenne perde la vita

MESSINA. Incidente mortale in un cantiere edile stamane a Venetico. Per cause ancora al vaglio delle Forze dell’Ordine, intorno a mezzogiorno un operaio sessantenne, Vito Crimi,  è morto  per la caduta da un’impalcatura. Al momento non si conoscono altri dettagli, ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore. “Vicinanza alla famiglia e dolore per la scomparsa del lavoratore edile -commenta Pippo Famiano, segretario generale della FILCA CISL di Messina. Ancora oggi è difficile immaginare che un lavoratore sia costretto a operare su una impalcatura a 60 anni, le leggi in vigore dovrebbero tenere in considerazione la specificità e il rischio del lavoro edile. Da tempo la federazione degli edili della CISL tiene accesi i riflettori sulla sicurezza nei cantieri sollecitando INAIL, Ispettorato del Lavoro e ASP 5 a effettuare controlli a tappeto nei cantieri. “Soprattutto quelli privati -conclude Famiano- perché è necessario contrastare il lavoro nero e prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro”.

“Ancora una volta il mondo del lavoro è costretto a piangere una nuova vittima innocente -dichiarano il segretario generale UIL Messina Ivan Tripodi e il segretario generale FENEAL UIL Tirrenica Messina-Palermo Pasquale De Vardo. Nell’esprimere assoluta vicinanza e le più sentite condoglianze alla famiglia dello sfortunato lavoratore, chiediamo che sia fatta rapidamente chiarezza rispetto alle misteriose dinamiche dell’incidente e, contestualmente, in merito al livello di applicazione delle norme di sicurezza nel cantiere in questione. Purtroppo, nonostante i tanti reiterati solenni impegni istituzionali, dobbiamo amaramente registrare che la mattanza dei lavoratori non si arresta. E’ inaccettabile dover assistere a questa strage che ciclicamente miete nuove vittime. La morte di Vito Cambria pone anche la riflessione riguardo al fatto che è inammissibile che un ultrasessantenne debba faticare su un’impalcatura a diversi metri di altezza. Le chiacchere e le parole di circostanza non bastano più. È venuto il momento dei fatti. In tal senso, si deve garantire il pieno rispetto delle leggi e delle norme in materia di prevenzione sicurezza sui luoghi di lavoro, troppo spesso disattese, poiché siamo stanchi di piangere la morte di innocenti e incolpevoli lavoratori che hanno il solo torto di provare a guadagnarsi la giornata per tirare avanti le rispettive famiglie”.

Articolo aggiornato alle 19.57

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Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.