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Caccia, 46 vittime in poco più di un mese

In poco più di un mese, tra l’1 settembre ed il 20 ottobre, la caccia ha già fatto 13 morti e 33 feriti in Italia, due dei quali in Sicilia. A perdere la vita anche un bambino. “Senza contare -spiega Daniela Casprini, presidente dell’Associazione Vittime della Caccia- gli innumerevoli fatti che hanno avuto un epilogo fortunato, ma le condizioni per diventare una tragedia c’erano tutte: sono i casi di minacce, prepotenze, spari andati a vuoto, intimidazioni e altro da parte di “legali detentori di armi ad uso caccia” contro altre persone. La questione non è più caccia sì, caccia no: qui si tratta di fermare una vera strage. Le opinioni contano poco di fronte a questi fatti, a questi numeri di sangue. 
Infatti, c’è da aggiungere ben poco se la morte di persone innocenti, di bambini sacrificati alla caccia passano nell’indifferenza. Con quale coscienza politici e amministratori continuano a favorire la caccia in ogni modo, pure a costo di andare contro le normative, incrementando anche questa barbarie? Non è accettabile, il Governo deve fare qualcosa: questa è guerra. E se un’esigua categoria di persone, 720 mila, provoca un così alto numero di vittime, credo sia lecito dubitare sulla loro effettiva idoneità”.

Intanto dalla Regione Sicilia arriva il via libera alla compatibilità ambientale della caccia in altre aree della rete Natura 2000. L’assessorato alle Risorse agricole e alimentari ha autorizzato la caccia sui monti Peloritani, sulla dorsale Curcuraci, a Dinnammare e nell’area marina dello Stretto, a Torre Manfria, a Biviere e nella Piana di Gela, sul monte Pecoraro e a Pizzo Cirina, a Raffo Rosso, Cuccio e Vallone Sagana, sul monte San Giuliano, a Ustica, nella foce del fiume Pollina e sul monte Tardara, sul monte Pizzuta, sulla costa del Carpineto, a Moarda, sul monte Zimmara a Gangi, sulle rupi di Taormina e sul monte Veneretta, nel bacino del Torrente Letojanni, negli affluenti del torrente Mela, nel tratto montano del bacino della fiumara di Agrò, nel torrente San Cataldo, a Pantelleria e nell’area marina circostante e alle Eolie.