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Buzzanca, indietro non si torna

Il sindaco Giuseppe Buzzanca

Buzzanca domina la scena politica cittadina. Domina, sulle macerie, aggiunge qualche osservatore. Ha voluto fortissimamente essere sindaco nel 2008 dopo che la sua prima esperienza si era prematuramente interrotta. Ma il consuntivo di questi anni di amministrazione parla oggettivamente di una situazione di crisi profonda. Ha investito, in termini politici ed economici, sulla mobilità urbana sfruttando i poteri commissariali ereditati dal suo predecessore. 

Degli svincoli Giostra-Annunziata, a parte le ferite forse incurabili inferte al bilancio comunale, non è detto che prima della conclusione della sua sindacatura Buzzanca veda l’inaugurazione dell’opera. Il molo di Tremestieri è insabbiato e alla città resta il progetto di un megaporto che, se tutto va bene, vedrà la luce tra oltre due anni. Le demolizioni di via Don Blasco vanno avanti, ma ancora non è chiaro il progetto del tanto agognato water-front. Intanto è crisi nei servizi sociali, con le continue proteste dei dipendenti delle cooperative. 

Le società di trasporto pubblico e di raccolta dei rifiuti sono state poste in stato di liquidazione ed i servizi arrancano, mentre la società idrica ha dimostrato nelle ultime settimane le falle del sistema di approvvigionamento dell’acqua in città. Il quadro è obiettivo. Ed altrettanto obiettivamente va detto che non tutto dipende da questi ultimi cinque anni, anche se nello stesso tempo questi dati sono l’eredità che Buzzanca lascia alla città

che lo ha proclamento big della politica. 

L’epilogo della sindacatura coincide con il raggiungimento dei vertici provinciali del PDL. Il recente congresso del partito è stato il congresso di Buzzanca. Acclamato coordinatore provinciale, il sindaco di Messina pare guardare dall’alto tutti gli altri. Da Nania, il suo antico mentore, il testimone lo ha preso già da tempo. Con Corona fuori gioco per le vicende giudiziare, Peppino è il dominus del PDL e anche i deputati nazionali stanno un passo indietro, concedendo a Buzzanca la più importate carica del partito in provincia, specie con le elezioni alle porte in quasi metà dei comuni. 

Ma anche il PDL scricchiola. Buzzanca, in questo contesto, rischia di dominare le rovine di un partito che ha perso lo smalto che gli ha consentito di governare città e provincia negli ultimi quindici anni. Il PDL ha perso anche tanti uomini sia della compagine parlamentare (D’Alcontres, Briguglio, Currenti) sia esponenti locali (Burrascano, Saglimbeni) rischiando di vedere intaccato il proprio potenziale elettorale. In ogni caso il PDL è in mano a Buzzanca senza alcun dubbio. Un partito stretto intorno al proprio leader, magari pronto a perdere le amministrative pur di consacrarlo parlamentare nazionale. 

Da politico navigato, Buzzanca punta con determinazione alla meta prefissata, pronto a giocarsi il tutto per tutto. Come gli eserciti che bruciano i ponti per non farsi raggiungere dai nemici però, il sindaco-deputato sa di non avere alternative se non raggiungere gli obiettivi che si è prefisso. Indietro non si torna, anzi non si può tornare.