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Bufera al Policlinico di Messina, FGU: “Assunzioni irregolari, vogliamo un commissario”

MESSINA. È bufera per il Policlinico “G. Martino” di Messina. La FGU, Federazione Gilda Unams, chiede infatti l’immediata nomina di un commissario per gestire l’attività straordinaria del nosocomio, l’invio di ispettori regionali e ministeriali per fare chiarezza su capitoli di spesa, organico, mancata predisposizione del Piano dei fabbisogni e su presunte responsabilità dei dirigenti giacché le assunzioni effettuate dall’Azienda ospedaliera tra il secondo semestre 2019 e il primo del 2020 sarebbero illegali e illegittime. Il sindacato punta l’indice sul fatto che tali assunzioni non sono previste dal Piano triennale dei fabbisogni, mentre profila un probabile sforamento del tetto di spesa del Policlinico. FGU si rivolge quindi all’Assessorato regionale della Salute, al rettore dell’ateneo messinese, al Ministero dell’Economia e delle finanze, al Dipartimento Ragioneria generale dello Stato, al Ministero della Salute e a quello della Pubblica Amministrazione, alla Procura regionale della Corte dei Conti-Sicilia, al presidente della Commissione antimafia e della corruzione ARS-Sicilia e infine alle Procure della Repubblica dei Tribunali di Messina e Reggio Calabria. Una lunga vicenda, narrata dal coordinatore della sigla sindacale Paolo Todaro. “Abbiamo a suo tempo diffidato il direttore generale dal procedere a nuovi incarichi sia a tempo determinato che indeterminato – spiega Todaro – se non nei casi di assoluta urgenza per garantire i LEA, quelli in lista d’attesa, fino all’emanazione o alla modifica del Piano del fabbisogno del personale e della dotazione organica. L’Azienda ha risposto con una nota dicendo che tutte le attività di reclutamento del personale avviate rispondevano al Piano di fabbisogno, ma non ci risulta che ciò corrisponda al vero”. “Il vigente Piano triennale del fabbisogno – si legge nella denuncia del sindacato – è stato approvato con delibera del commissario straordinario il 30 giugno 2017 e in coerenza di tale atto l’Azienda ha adeguato la propria dotazione organica con delibera del 10 agosto 2017. Al predetto Piano sono inoltre state apportate parziali modifiche per poter procedere alla stabilizzazione ai sensi dell’articolo 20, comma 1 e 2 del decreto legislativo 75/2017, con delibere numero 189 del 14 febbraio 2018 e numero 799 del 30 maggio 2018. La normativa in materia è regolata dall’articolo 6 del decreto legislativo numero 165/2001, il quale dispone che le amministrazioni pubbliche adottino il Piano triennale dei fabbisogni del personale, le risorse finanziarie destinate alla sua attuazione, la consistenza della dotazione organica. Tale piano è adottato annualmente e le amministrazioni che non provvedono a tali adempimenti non possono assumere nuovo personale”. “È evidente – spiega ancora Todaro – che nel corso del 2019 e del primo semestre del 2020 le esigenze aziendali rispetto al Piano approvato e modificato nel 2017/2018 sono notevolmente mutate. Ciononostante l’Azienda ospedaliera non ha ritenuto di dover modificare o di predisporre un nuovo Piano come previsto dalla legge e di conseguenza tutte le assunzioni effettuate tra il secondo semestre 2019 e il primo del 2020 sono tutte in difformità rispetto al Piano vigente. A ciò va aggiunta la mancata trasparenza dell’Azienda sugli indicatori previsti, come il tetto di spesa per il personale a tempo indeterminato e determinato, alle equiparazioni assistenziali del personale docente e non docente universitario, ai dottorandi di ricerca e alle borse di studio”. Inoltre, continua il sindacalista: “Con delibere del direttore generale del 23 gennaio e del 24 aprile di quest’anno sono stati esperiti avvisi di ricognizione del personale avente diritto alla stabilizzazione ai sensi dell’articolo 20 comma 1 e 2 del decreto legislativo 75/2017. Ora: tra coloro già stabilizzati e coloro le cui stabilizzazioni sono in corso, si giungerebbe a circa 60 unità. Negli atti adottati vengono sempre richiamate le delibere del Piano del 2017 e le due modifiche parziali del 2018, ma da un controllo effettuato dal nostro sindacato non risulta vero. Rammentiamo fra l’altro che l’adozione della dotazione organica che risale al 2017, nella realtà è ben diversa e mai rispettata sia anche per le numerose figure adibite a mansioni diverse da quelle realmente remunerate. Tra i tanti dirigenti medici stabilizzati di varie specialità nessuna di essa prevista dal Piano dei fabbisogni spiccano figure come il dirigente delle professioni sanitarie, per cui era previsto un concorso mai effettuato, una dietista di cui era prevista invece la copertura per mobilità, collaboratori amministrativi, infermieri e tecnici di radiologia. Per non citare poi il secondo avviso che ha consentito a molti che non hanno ancora maturato i 36 mesi previsti dalla legge Madia, non solo di inoltrare richiesta ma di essere addirittura stabilizzati in anticipo”.  Qui Todaro fa riferimento alla delibera numero 830 del 05 maggio scorso con la quale l’AOU ha stabilizzato 2 dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato. “Si tratta – specifica Todaro – di una dipendente di categoria D dell’Università di Messina che prestava servizio al Policlinico con la qualifica di collaboratore amministrativo, quindi non precaria, e un dipendente dell’ASP 5 di Messina. Costoro, fin dal luglio 2016, risultano per i propri enti, Università e ASP 5, dipendenti con incarichi dirigenziali e pertanto in aspettativa ai sensi dell’articolo 19 comma 6 del decreto legislativo 165/2001. Occorre chiarire che l’avviso di selezione pubblica indetto con la delibera del 12 dicembre 2014 per dirigente amministrativo, senza aver preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno, richiedeva come requisito, oltre la laurea, un’esperienza di 5 anni in enti con qualifica di categoria D (non dirigenziale) e non ai sensi dell’articolo 19 comma 6 del decreto legislativo 165/2001, che prevede invece l’aver svolto funzioni dirigenziali previste per l’accesso alla dirigenza o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria da pubblicazioni scientifiche. Sia nel bando che nella delibera di incarico non si fa infatti nessun riferimento all’articolo 19 del decreto 165. Per tale motivo la su citata dipendente non poteva richiedere, e non le si poteva concedere, aspettativa dal 2016 a oggi ai sensi dell’articolo 19. Non ci risulta, fra l’altro, che l’Azienda abbia mai emanato un regolamento, o abbia  mai stipulato un contratto individuale, ma ci risulta semplicemente l’incarico attraverso una delibera del direttore generale, sempre di durata semestrale. A tal proposito si è sempre espresso il Dipartimento della Funzione pubblica, supportato dalla Giurisprudenza sulla durata di tali incarichi di funzione dirigenziale, non ritenendo derogabile il limite minimo dei tre anni, previsto dal comma 2 dell’articolo 19, evitando la precarietà di incarichi troppo brevi che potrebbe configurare una elusione legislativa. La circolare applicativa in materia di stabilizzazione del 16 gennaio 2020 dell’Assessorato della Salute Sicilia, inviata ai direttori generali, richiamava in premessa il primo comma dell’articolo 20 del decreto legislativo 75/2017 che ha stabilito che “le amministrazioni, al fine di superare il precariato, ridurre il ricorso ai contratti di lavoro a termine e valorizzare la professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, possono, nel triennio 2018-2020, in coerenza con il Piano triennale dei fabbisogni di cui all’articolo 6, comma 2 e con l’indicazione della relativa copertura finanziaria, assumere a tempo indeterminato personale”: cosa che, evidentemente, la Direzione aziendale non ha ritenuto rispettare”.  Secondo il sindacato l’AOU si è frequentemente avvalsa di numerosi contratti a tempo determinato, con plurimi rinnovi semestrali e numerose stabilizzazioni non in linea con il Piano triennale dei fabbisogni, agendo quindi in violazione degli articoli 6, 6 bis, 6 ter, 7, 19 e 36 del decreto legislativo 165/2001 e degli articoli 19 e 21 del decreto legislativo 81/2015 e con probabile sforamento del tetto di spesa assegnato dall’Assessorato regionale della Salute. “In virtù di tutto ciò – conclude Todaro – tutte le delibere adottate dall’AOU per l’assunzione del personale tra il secondo semestre 2019 e il primo del 2020 mostrano evidenti caratteri di illegittimità e illegalità. Inoltre, preso atto del fatto che, nonostante sia trascorso poco meno di un anno dalla nomina a direttore generale dell’AOU Policlinico di Messina Giuseppe Laganga Senzio e che questi non ha provveduto fino a oggi alla nomina di un direttore amministrativo, in relazione alle insistenti notizie di stampa che lo darebbero a breve tempo dimissionario e in considerazione del fatto che l’attuale direttore sanitario Antonino Levita, come da noi denunciato, non è in possesso dei requisiti per ricoprire tale carica, chiediamo all’Assessorato regionale della Salute l’immediata nomina di un commissario”.