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Boy George, l’eterno ragazzo

Eccentrico, androgino, travestito, colorato e trasgressivo.

Le definizioni per Boy George si sprecano. Di certo, un’icona pop degli anni ‘80. Anni in cui tra sintetizzatori e nuove tendenza musicali nuovi artisti come Madonna o gli U2 si affacciavano nel panorama musicale.

Boy George e i suoi Culture Club hanno segnato un’epoca. Breve ma intensa. Chi non ricorda “Do you really want to hurt me?”, “Victims” o “Karma Chameleon”. Detestabile o adorabile, in base ai propri gusti personali. Poi ci furono I problemi personali. Tra disintossicazioni ed eccessi fu persino condannato a lavori socialmente utili in Inghilterra, come quello della nettezza urbana. Riuscite ad immaginare Boy George, libero da fronzoli, ricciolini e parrucche a raccogliere rifiuti per le strade londinesi ? Eppure è successo anche questo. Negli ultimi anni si è dedicato a musica alternativa, disco e alternativa (da ricordare la favolosa “The Crying game”). Oggi sta lavorando per una reunion con il famoso gruppo. Ha scritto nuove canzoni romantiche, malinconiche. Molto raggae e pochissimo spazio al pop. Presto entrerà in sala d’incisione per preparare il nuovo lavoro. Ma si cimenta anche con riletture di brani italiani. Come “Il mio mondo” di Umberto Bindi e “Nel sole” di Al Bano. Il nuovo album potrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno e un nuovo tour potrebbe vedere  nuovamente sui palchi di mezza Europa i Culture Club.

Vedremo come ci sorprenderà l’eterno ragazzo Boy George.