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Bluferries, l’Orsa dichiara lo stato di agitazione

Una nave del Gruppo FS

In stato di agitazione i lavoratori della Bluferries. A proclamarlo il sindacato Orsa Trasporti, che già il 14 ottobre scorso aveva chiesto all’amministrazione comunale di valutare le conseguenze che il divieto totale di imbarco dei mezzi pesanti nel porto storico della stazione marittima avrebbe avuto sull’occupazione.

L’esecutivo Accorinti non ha risposto alla richiesta di individuare una terza via che consentisse di tutelare sì l’ambiente, ma anche di garantire l’occupazione in attesa del completamento dei lavori di dragaggio del porto di Tremestieri, dove l’ultima ordinanza di Palazzo Zanca dirotta l’intero traffico pesante.

In una lettera inviata al sindaco Renato Accorinti e agli assessori alla Viabilità Gaetano Cacciola e alle Politiche del Mare Filippo Cucinotta, il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e il delegato regionale di Orsa Trasporti Michele Barresi giudicano “sconcertante l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che nonostante i ripetuti allarmi lanciati e i conseguenti accordi intrapresi con la società Bluferries, la controllata del Gruppo FS che gestisce il trasporto mezzi e passeggeri, sta di fatto operando il blocco totale dello sbarco dei mezzi gommati pesanti nel porto di Messina Marittima.

Con lettera del 14 ottobre 2013, abbiamo illustrato dettagliatamente il rischio di interruzione della continuità territoriale e di notevole compressione dei livelli occupazionali a seguito della relativa ordinanza. Successivi accordi con il vettore pubblico Bluferries, prevedevano deroghe nei confronti dello stesso fino al completamento del porto di Tremestieri, che consentirebbe di dirottare i TIR fuori dal centro cittadino senza compromettere il diritto alla continuità territoriale e l’occupazione dei lavoratori impiegati nel servizio di traghettamento, che fra diretto e indotto si aggira intorno alle 130 unità”.

Rispetto infatti alla società privata Caronte&Tourist, che può contare sul quasi monopolio del trasporto di auto nella Rada San Francesco e che effettua la maggior parte delle corse da e per Tremestieri riservate al gommato pesante, Bluferries può garantire solo 6 corse tra Villa San Giovanni e l’approdo sud a causa dell’attuale inagibilità della metà del nuovo porto. Impossibile quindi dirottare qui le corse che l’ordinanza vieta alla Marittima, con la conseguenza che delle due navi attualmente in servizio con i relativi equipaggi, più una di riserva, ne resterebbe in funzione solo una, con tutto quello che ne consegue per l’occupazione e la fetta di

mercato garantita dal vettore pubblico.

“A scanso di equivoci e di prevedibili deduzioni tendenziose -puntualizzano Massaro e Barresi- si tiene a precisare che le valutazioni dell’Orsa sono squisitamente sindacali. Non permetteremmo a nessuna azienda di sfruttare i lavoratori per raggiungere beceri obiettivi di profitto. I nostri ripetuti interventi sono il risultato di una competente e serena valutazione, che porta alla facile conclusione di un servizio economicamente insostenibile se si impedisce al vettore pubblico di operare parzialmente anche nel porto di Messina Marittima. Il fermo di una nave e la prevedibile soppressione delle corse notturne di sabato e domenica infatti, interromperebbero la continuità territoriale e produrrebbero altra disoccupazione”.

Intanto, a meno di 48 ore dalla pubblicazione dell’ordinanza dirigenziale, i primi effetti si sono già fatti sentire. Le ditte dell’indotto e la stessa Bluferries hanno comunicato la riorganizzazione del servizio. Che tradotto intermini più chiari, significa che se non si individuerà una soluzione adeguata, un bel po’ di lavoratori a contratto non se lo vedranno rinnovato.

“Ancora una volta -concludono Massaro e Barresi- ci permettiamo di suggerire all’’Amministrazione Comunale di concentrare gli sforzi unicamente nel completamento del porto di Tremestieri, perché sarebbe questa la vera vittoria di civiltà. Procurare disoccupazione e innescare l’interruzione della continuità territoriale per liberare il centro cittadino dai TIR non ha senso e non corrisponde all’interesse della collettività. Chiediamo quindi un intervento immediato e risolutivo del sindaco di Messina. Diversamente, l’Orsa interverrà con ogni strumento sindacale a disposizione”.

Aggiornamento delle 19.42

E sulla vicenda Bluferries intervengono anche le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. “L’Amministratore Delegato di Bluferries -scrivono Caridi, Testa e Lasagni- ci ha inviato oggi copia di una lettera nella quale si contesta, a codesta Amministrazione Comunale, di non essere stata conseguente alle rassicurazioni fornite  nell’incontro presso il Municipio riguardo le deroghe all’ordinanza n°488.

Lo stesso amministratore sottolinea come la contrazione dei servizi, discendente dall’applicazione dell’ordinanza comunale, determinerà a breve un ridimensionamento del piano di esercizio con immediate e pesanti ricadute sull’utenza e sull’occupazione.

Non siamo mai stati informati di quali intese abbiano raggiunto azienda e comune riguardo il sistema di imbarco dei TIR e riteniamo un grave errore che entrambi abbiano voluto finora tenere fuori il sindacato dalla discussione su un tema di tale portata, ma non v’è dubbio che quanto paventato oggi da Bluferries impone adesso un chiaro e serio confronto. Vi invitiamo pertanto a convocare urgentemente un incontro per scongiurare quanto prospettato”.