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Blues doc al Circolo Pickwick

È un viaggio blues, che più blues non si può quello che Fabio Conti, Gaetano Fazio e Alfredo Mobilia hanno regalato al pubblico del Circolo Pickwick ieri sera. Un trio affiatato e ben collaudato (Conti voce, Fazio chitarra e Mobilia batteria), che si è ritrovato l’anno scorso dopo un periodo in cui ciascuno ha seguito la propria strada. 

Non a caso il brano di apertura “She caugth the Katy” indica proprio il percorso ideale da seguire attraverso gli Stati Uniti per scoprire città dopo città le radici del blues e sempre non a caso la Katy del pezzo non è una donna, ma una linea ferroviaria. Ad accompagnare le canzoni, la lettura di brani ironici e talvolta struggenti, che spiegano

le regole del blues, quelle che nessun musicista si sognerebbe di trasgredire.

 “Il blues -spiega Fabio Conti, poliedrico cantante musicista che nel gruppo è voce, basso, armonica, chitarra, kazoo, flauto e chitarra e che deve la propria passione per questo genere musicale all’Edoardo Bennato della fine degli anni Settanta- era l’unico modo che gli schiavi avevano per lamentare le proprie condizioni senza però denunciare apertamente le condizioni disperate in cui vivevano. Insomma, un modo per esprimere la sofferenza senza correre il rischio di soffrire ancora di più”. 

Tra regole del blues e brani che hanno fatto la storia della musica, la serata è scivolata via veloce coinvolgendo anche il pubblico. Indimenticabili, oltre a “She caught the Katy”, “Hand it over”, “Love in vain”, “No expectations”, “Deep river blues” ed il finale con “T for Texas”.

Foto di Rocco Papandrea