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Bling ring

Bling ring

Paese: U.S.A.

Genere: Drammatico

Durata: 90 minuti

Regia: Sofia Coppola

Per la serie “la realtà che imita la fantasia” Sofia Coppola ci presenta una storia vera che di fatto è indistinguibile da una commedia dai toni grotteschi.

La grande Los Angeles è lo scenario perfetto per la storia di questo gruppo di ragazze, schiave della legge del lusso e della superficialità, della popolarità a tutti i costi, dell’eccesso e della sconsideratezza, che decidono di darsi ad una sfilza di attività illegali pur di avvicinarsi, imitare e toccare con mano le vite dei loro divi preferiti.

Le abitazioni dei più popolari giovani VIP di Hollywood sono così violate, i proprietari derubati dei loro beni, sfoggiati con ostentazione e senza la minima preoccupazione dai giovani malfattori. Quando il caso arriva ai giornali la giovane banda ottiene il soprannome “bling ring”.

La

Coppola dimostra di sapere cosa fare, quando il soggetto riguarda le giovani della società consumistica e la moda. Data la particolarità del soggetto, la componente estetica assume toni importanti abbastanza per evidenziare ciò che si trova oltre questa scelta di vita all’insegna del divertimento, dello sballo e della popolarità, ovvero nulla.

La totale assenza di pensiero, che nella società moderna è diventato uno stile di vita accettabile e addirittura invidiato. E come ci si può facilmente aspettare, la pellicola mostra tutta la superficialità della bella vita, allegria, mostrare e mostrarsi in una girandola di luci, suoni e colori.

In chiusura però arriva inevitabile la condanna morale, sebbene viziata da qualche insicurezza. Il film riesce bene nel complesso, anche se gli attori, Emma Watson in testa, appaiono fin troppo caricaturali, a spese della naturalezza. Opera in apparenza leggera, ma dai toni drammatici che rischiano di essere notati solo da coloro i quali non hanno bisogno di notarli. Consigliato agli aficionados dello struscio.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.