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Bisignano al presidente Crocetta: sciolga l’Ente Porto

“Ho appreso che il presidente del’Autorità portuale di Messina Nino De Simone, ha invitato ufficialmente il presidente della Regione Rosario Crocetta, a partecipare a una seduta straordinaria del Comitato portuale, di cui sono componente. Nell’occasione, sarà mia intenzione chiedere che sia riproposta al presidente Crocetta l’istanza di scioglimento dell’Ente Porto, contenuta in una risoluzione approvata dal Comitato portuale nella seduta del 10 marzo 2011”.

A dichiararlo è l’assessore provinciale Michele Bisignano, che ancora una volta si scaglia contro l’Ente Porto. Definito “uno degli enti più inutili” dall’ex presidente Lombardo, che prima avviò le procedure di scioglimento e poi, con un improvviso voltafaccia, decise di tenerlo in vita. Secondo Bisignano, la richiesta di scioglimento è perfettamente in linea con i tagli promessi dal neo presidente della Regione. L’Ente Porto è nato nel 1953 con un decreto del presidente della Regione Sicilia per attuare il Punto Franco istituito nel 1951 dal presidente della Repubblica. A distanza di 60 anni il Punto Franco è ancora sulla carta.

Ente che é stato costituito nel lontanissimo 10 novembre 1953, per la gestione di un punto franco mai attuato, con un decreto del presidente della Regione pro tempore e quindi con un atto amministrativo. Ne consegue che la procedura di scioglimento può essere adottata solamente con un decreto presidenziale o con una delibera di Giunta regionale.

“Con tale atto -prosegue Bisignano- il presidente Crocetta dimostrerebbe un’attenzione concreta verso la città di Messina e si porrebbe finalmente fine a un equivoco perdurante da decenni che ha fatto sopravvivere in maniera ingiustificata un doppione, oggi privo di qualsiasi rappresentanza giuridica, in quanto non è stato nominato alcun commissario straordinario. Un doppione che non solo ha rappresentato un ostacolo per i programmi dell’Autorità Portuale ma che ha bloccato di fatto qualunque ipotesi di riqualificazione di un’area come la Zona Falcata, strategica per lo sviluppo della città di Messina. Uno sviluppo che non può essere sancito dalle sentenze o da cavilli giuridici ma solo da una forte assunzione di responsabilità politica e istituzionale qual è quella che chiederemo al presidente della Regione”.