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Scegli bio e il corpo ti ringrazia

Cambia il futuro, scegli il biologico! Mi sembra opportuno parlare anche di biologico non tanto per approfondire un tema che oggi sembra andare molto di moda, ma perché ormai non si tratta più di un argomento che interessa un ristretto numero di persone ed è diventato una vera e propria filosofia di vita che coinvolge sempre di più ampie fasce di consumatori.

E’ importante capire perché il biologico è uscito dall’anonimato diventando sempre più importante e utilizzato non solo da chi sposa la filosofia verde, ma anche da chi ha problemi di intolleranze o allergie e ricerca una maggiore genuinità. E’ nella Germania di fine Ottocento che il biologico muove i primi passi con il “ritorno alla natura” dell’agricoltura e con aziende agricole che seguono i ritmi della natura anziché forzarla.

Nel 1947 anche l’Italia segue l’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone raggiungendo una maggiore consapevolezza dei danni ambientali e dei rischi per la salute causati dall’uso indiscriminato della chimica di sintesi in agricoltura. Il passo storico si compie in Inghilterra codificando “disciplinari di produzione”  e di “controlli di qualità” e creando un marchio per garanzia dei consumatori.

Scegliere un prodotto biologico vuol dire offrire al proprio corpo prodotti freschi, gustosi, genuini, seguendo e rispettando i  ritmi della natura ed evitando l’utilizzo di sostanze dannose per la salute, escludendo tutti gli additivi di origine chimica come concimi, diserbanti, insetticidi, pesticidi, fertilizzanti, coloranti, conservanti e organismi geneticamente modificati (OGM).

Le tecniche agricole più utilizzate sono le rotazioni colturali, cioè l’alternarsi di coltivazioni su uno stesso terreno. Non è permesso piantare le stesse colture di seguito, ma in periodi distanziati, in modo da mantenere il più possibile inalterate

le proprietà del la terra senza esasperarle.

Per esempio, ad una coltivazione principale di barbabietola si fa seguire una coltura con leguminose per fertilizzare il terreno e poi una coltivazione principale di mais. Gli animali devono essere in buona salute, vivere in un ambiente sano con ampie aree di pascolo all’aperto e alimentazione biologica.  I controlli sono severi  e il logo comunitario rilasciato è l’eurofoglia a 12 stelle.

Da tener presente che non solo gli alimenti possono essere biologici, ma anche e soprattutto i cosmetici. Rigorosamente certificati a norma di legge, utilizzano principi funzionali già presenti in natura e non creati in laboratorio.

Ormai tutti sanno che schiuma non è sinonimo di pulizia, ma è il segnale di tensioattivi sintetici aggressivi, nocivi per l’uomo e per l’ambiente. Gli eco bio detergenti  sviluppano poca schiuma, puliscono ugualmente, ma senza inquinare.

Il biologico non è solo un metodo di produzione che rispetta la salute dell’uomo e dell’ambiente, ma anche un modello di sviluppo sostenibile che valorizza la qualità delle risorse delle comunità locali. Il metodo biologico investe tutta una catena di lavorazione e distribuzione, richiede tempi di produzione più lunghi, più cura, più controlli.

I fertilizzanti naturali hanno un costo maggiore rispetto a quelli di sintesi e il raccolto, pur di qualità migliore, è di quantità inferiore.

I costi sono più alti. Per realizzare gli spaghetti, per esempio, si impiega acqua di sorgente e la loro essiccazione è effettuata ad una temperatura non superiore a 55 gradi rispetto ai 100 dell’industria. Quando compriamo un prodotto con il marchio biologico europeo, esaminiamo anche l’indicazione  obbligatoria del luogo di produzione  e altri utili elementi.  Solo così possiamo essere certi che il nostro corpo ci ringrazierà.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, potete scrivere a: anticospeziale@virgilio.it