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Belle et Sebastien

Belle et Sebastien

Paese: Francia

Genere: Commedia

Durata: 98 minuti

Regia: Nicolas Vannier

Vannier non abbandona i temi della natura selvaggia che gli sono cari e che ha già ampiamente mostrato al mondo ne “Il grande nord” e torna a immergersi nei boschi con la riproposizione del classico francese già riproposto e diventato di culto con la serie animata.

La Seconda Guerra Mondiale sta distruggendo l’Europa e perfino negli angoli più sperduti dei Pirenei arriva a farsi sentire la sua eco, in un piccolo paesino dove vive un bambino di nome Sebastien. I suoi genitori stanno cercando di far fuggire un gruppo di ebrei in Svizzera e di conseguenza Sebastien si ritrova spesso a passeggiare nei dintorni del paese da solo.

È proprio qui che incontra la creatura che gli cambierà la vita, un enorme pastore dei Pirenei ritenuto l’autore delle numerose stragi di pecore che di recente hanno colpito il paesino. Sebastien, andando contro tutto quello che aveva sentito dire, rimane colpito dalla dolcezza del cane e la chiama Belle. Suo nonno però non la pensa allo stesso modo e si adopera per eliminare il pericoloso animale…

Di solito basta mettere un cane in un film e aggiungere un po’ di melò, perché la ricetta funzioni, se non si va troppo per il sottile. Il difficile è far sì che non diventi l’elemento cardine della storia altrimenti si avrà solo un barile di melassa che non potrà che rimanerci sullo stomaco. Vannier riesce (complice forse il suo amore per determinati scenari, oltre che per la storia che ha amato da bambino) nel difficile obiettivo, realizzando un film dai grandi sentimenti ma non stucchevole, dolce e divertente, emozionante e spettacolare per gli occhi.

Infatti l’occhio non può non essere catturato dalla spettacolare fotografia che mostra paesaggi che appaiono ora maestosi, duri e implacabili, ora idilliaci, così come è ed è sempre stata Madre Natura: allo stesso tempo madre e matrigna. Oltre alla lodevole fotografia non bisogna dimenticare la storia, imbevuta di temi quali la responsabilità morale là dove le leggi non sanno arrivare, la ricerca della verità, sia questa di uomini, animali o cose, ma anche la sacralità della natura. Consigliato a tutti, soprattutto a chi da bambino ha amato (come il regista) la storia.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.