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Beach etiquette, non facciamoci riconoscere

L’estate si avvicina. Complice lo scirocco e le temperature insolitamente elevate, a fine aprile abbiamo avuto un primo assaggio di quello che ci aspetta tra alcune settimane. Le ferie sono ad un passo e visto che per la maggior parte delle persone la parola “vacanza” fa rima con “mare”, ecco un mini galateo per evitare di essere etichettati come dei cafoni senza speranza.   

E sì, purtroppo per qualcuno e per fortuna per qualcun altro, anche in spiaggia esiste un galateo da rispettare. Non mi piace definirli comandamenti, ma buone regole che come scopo hanno l’arduo compito di non rendere la spiaggia un ricettacolo-incubo dei peggiori vizi degli italiani. 

Inizierei dall’abbigliamento di voi maschietti. Da abbinare al costume,  vi consiglio la camicia (senza aloni di sudore) di lino colorata, chiaramente senza stirature impeccabili e pinces rigorose. Cercate di evitare l’ effetto “pinguino imbalsamato” che non è adatto né alle alte temperature dell’estate né alla mise da spiaggia né soprattutto a tessuti come il lino.

Per noi donne, invece regole rigorose soprattutto in fatto di trucco e accessori. Banditi i gioielli. Teneteli in cassaforte e (solo se sono veri) tirateli fuori esclusivamente per le grandi occasioni. Inammissibili anche trucco vistoso ed i profumi in eccesso. Anche perché è di pessimo gusto anche in città, a parte il fatto che sotto il sole macchiano la pelle. Eviterei anche i cappelli da cowboy e gli stivali camperos: lasciamoli ai film di Edwin S. Porterè  e di Sergio Leone. 

Capitolo igiene. Non state 3 ore sotto la doccia creando code. La doccia sulla spiaggia serve a rinfrescarvi e non a lavarvi. Anche perché non è carino esibirsi in perfomance più adatte all’intimità della propria stanza da bagno. A buon intenditor poche parole.

No agli urlacci sguaiati che turbano la quiete dell’arenile, soprattutto quelli delle madri che hanno l’aspetto e la voce di donne perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. Se si devono richiamare i figli, meglio alzarsi.

Capitolo divertimento da spiaggia. Siete in vacanza, quindi siate pure disinvolti e rilassati. L’unico obbligo è quello di non emulare le gesta di Ronaldinho, tenendo a mente che la spiaggia non è un campo di calcio. Ben venga la partitella, ma ricordate che gli altri non hanno voglia di ricevere le vostre pallonate in testa.

In controtendenza con quanto insegnano i vip immortalati dai rotocalchi, va di moda la discrezione. Ci si cambia in cabina e anche nelle spiagge più incontaminate si scelgono luoghi appartati, senza mostrare le proprie nudità agli altri. Il topless è concesso (personalmente ritengo comunque che sia meglio evitare di esibire un seno alla Pamela Anderson) solo

per prendere il sole e non per gironzolare da un lato all’altro della spiaggia. In quel caso il pezzo di sopra del bikini (che deve essere rigorosamente della propria misura) deve tornare al suo posto.

Ci si copre anche per andare al bar o al ristorante, dove t-shirt e pareo sono obbligatori. Evitiamo le imitazioni del mitico Alberto Sordi nei film girati al mare con Anna Longhi. Concessi invece i piedi scalzi. A proposito di questi ultimi, ricordate che i pedicure lavorano anche in estate quindi, e vale anche per gli uomini, curateli. Aboliti smalti di colori improponibili (anche se qualche donna li giustifica, non avendo il coraggio delle proprie azioni, dicendo: “E’ abbinato al colore del costume”).

Regole di buona educazione anche per indossare gli occhiali da sole. Partendo dal presupposto che non è vero che al mare e in estate è tutto concesso, ci dobbiamo mettere in testa che determinate forme stanno bene su determinati visi. Diciamo che gli occhiali da sole sono accettati durante una conversazione, ma al momento delle presentazioni devono essere tolti. La buona educazione si vede anche da come si usa il cellulare e anche qui vige la discrezione. La suoneria dovrebbe essere ridotta al minimo, così come la conversazione, che per nessuna ragione deve disturbare la vacanza dei vicini. Infine, chi ama mangiare sotto l’ombrellone deve ricordarsi di non trasformare la spiaggia in un accampamento con borse-frigo, ciotole e bottiglie sparse qua e là. Anche io adoro la pasta al forno ed il cocomero, ma nella cucina di casa mia! La beach etiquette esige cortesia anche quando si contratta con i venditori ambulanti. Bisogna essere fermi nel dire “no, grazie” se non siamo interessati all’acquisto ed evitare invece di far esporre tutta la loro mercanzia se già sappiamo che non compreremo nulla. 

E adesso una dritta anche per i fighi da barca a vela. Il galateo deve accompagnarci anche quando si va in barca. Prima di accettare un invito bisogna sapere che è buona consuetudine dare sempre una mano, dalle pulizie quotidiane fino alle manovre di bordo. Se non si ha sufficiente dimestichezza (e per evitare atteggiamenti fantozziani, non vi vergognate a dirlo), allora cercate di fare quanto vi è chiesto e di correte inutili rischi che rovinerebbero la vacanza anche a tutti gli altri passeggeri. Durante il viaggio non si pretendono cambiamenti di rotta o soste extra, obbligando l’intero equipaggio a piegarsi alle nostre esigenze né si appesantisce la barca con i propri bagagli. In mare si porta solo il necessario. Visto che qualsiasi luogo e genere di vacanza sono diventati passerelle in cui apparire e mostrarsi, ricordate che bon ton e galateo sono indispensabili per evitare gaffe e brutte figure.