Barcellona PG, minacce e violenza a un ispettore della Polizia Municipale: 55enne condannato

Tribunale Barcellona
Il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto

Si è conclusa con una condanna in Aula la vicenda giudiziaria legata ai raid punitivi ai danni dell’ispettore capo della Polizia Locale di Barcellona, Massimo Miano. La giudice del Tribunale di Barcellona, Noemi Genovese, ha ritenuto responsabile della prima aggressione un 55enne barcellonese residente a Merì ed ex agente della Polizia penitenziaria.
Per i fatti del 16 ottobre 2024 l’uomo è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione, con il riconoscimento delle attenuanti generiche. Difeso dall’avvocato Giovanni Pino, il 55enne dovrà inoltre risarcire la parte civile — assistita dal legale Filippo Barbera — con una somma di 5.000 euro, oltre al pagamento di 2.500 euro per le spese legali e agli oneri accessori.
Secondo quanto ricostruito nel processo, l’imputato avrebbe opposto resistenza a pubblico ufficiale, minacciando l’ispettore e passando poi alla violenza fisica. In particolare, lo avrebbe spinto contro un’auto, stringendogli le mani al collo e afferrandolo per un braccio nel tentativo di immobilizzarlo, davanti ad altri agenti che non riuscirono a bloccarlo. L’episodio si verificò mentre il vigile urbano stava chiudendo al traffico via Kennedy, nei pressi dell’omonimo bar, per consentire i rilievi dopo un incidente stradale, elevando anche una sanzione per divieto di sosta.
Diverso l’iter per il secondo episodio di aggressione, avvenuto il 21 dicembre 2024. In questo caso la giudice ha dichiarato la propria incompetenza per materia, disponendo la trasmissione degli atti alla Procura affinché il fatto venga trattato dal giudice di pace con un procedimento separato. Si tratta del pestaggio avvenuto in serata nell’area di servizio IP di via Giovanni XXIII, dove il 55enne avrebbe raggiunto l’ispettore mentre faceva rifornimento, colpendolo con un calcio e provocandogli lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
All’imputato vengono contestate anche minacce di morte rivolte alla vittima, con riferimento alla denuncia presentata ai carabinieri per la precedente aggressione. Resta in vigore nei suoi confronti il divieto di avvicinamento all’ispettore Miano.