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Barcellona PG, la Guardia di Finanza sequestra l’impianto di depurazione del mattatoio comunale

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, in queste ore stanno dando
esecuzione al provvedimento di sequestro dell’impianto di depurazione del mattatoio  comunale di Barcellona Pozzo di Gotto.
In particolare, il provvedimento odierno è l’epilogo di articolate indagini di polizia giudiziaria,
sviluppate dalle Fiamme Gialle della locale Tenenza, guidata dal capitano Dante Aquino, e coordinate dal Gruppo di Milazzo, con le direttive del Procuratore della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, Emanuele
Crescenti, e del sostituto Matteo De Micheli.
Gli illeciti contestati riguardano l’inefficienza dell’ impianto di depurazione, con lo
smaltimento di acque reflue – residuo delle sostanze organiche generate, nelle divere fasi, dall’attività di macellazione – caratterizzate da parametri fuori riferimento.
Nel dettaglio, le preliminari analisi delle nominate acque reflue, condotte con l’ausilio dei tecnici dell’ARPA – parimenti impegnati nell’esecuzione del provvedimento di sequestro
emesso dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Barcellona, a firma del Giudice Salvatore Pugliese – hanno dimostrato come l’impianto abbia notevolmente superato i valori
ammessi dei ”nitriti”, come imposti dalla specifica tabella del D.Lgs 152/2006 sulle norme in materia ambientale.
La presenza di tale sostanza, rilevata nelle acque trattate attraverso l’impianto di depurazione del mattatoio, poi convogliate nella rete fognaria comunale, costituiva la principale causa del cattivo odore che veniva avvertito dagli abitanti della zona. L’attività svolta costituisce, quindi,
la risposta fornita dalla Procura e dai Finanzieri della città del Longano alle plurime lamentele e molestie causate ai residenti della zona; il mancato funzionamento dell’impianto di
depurazione, infatti, in connessione all’attività di macellazione, provocava odori intensi e persistenti, marcatamente percepibili dalla comunità locale.
Il titolare della società che gestisce l’impianto dovrà rispondere, a vario titolo, delle violazioni previste dal codice dell’ambiente e dal codice penale.