Barcellona PG, dopo l’elezione di Campo alla presidenza del Consiglio i nuovi assetti in Aula

Diego Lanza
Diego Lanza

Raffaella Campo di “Città Aperta” eletta all’unanimità presidente del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto con 21 voti su 24, due schede bianche e una nulla. Vicepresidente Giorgio Catalfamo, di Fratelli d’Italia. Un voto, quello di giovedì scorso, che offre diversi spunti di riflessione sui nuovi equilibri politici di Barcellona Pozzo di Gotto emersi dopo le elezioni amministrative, a partire dallo scontro tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Secondo quanto ricostruito sui social dal consigliere comunale di Azzurri per Barcellona Diego Lanza, che si toglie più di un sassolino dalla scarpa, il dato più rilevante sarebbe stato il passo indietro di Fratelli d’Italia rispetto all’intesa che prima del voto era stata raggiunta con Forza Italia sulla presidenza del Consiglio comunale per il forzista Tommaso Pino.
Lanza sostiene che, anziché riconoscere apertamente la mancanza di sostegno alla candidatura di Pino, da parte di alcuni esponenti di FdI si sarebbe preferito attribuire la scelta a dinamiche interne.

Dopo una prima ipotesi che avrebbe riguardato l’ex candidato sindaco Nicola Barbera, sarebbe emersa la possibilità di convergere sulla figura della consigliera Raffaella Campo, il cui movimento ha sostenuto la candidatura di David Bongiovanni della coalizione del centrosinistra, definita da Lanza una persona di comprovata competenza e da lui personalmente apprezzata.

Più articolata, invece, la vicenda relativa all’elezione del vicepresidente del Consiglio comunale. Prima che emergesse con decisione il nome di Lorenzo Gitto, vi sarebbe stata un’apertura verso la proposta avanzata da Forza Italia, rappresentata dalla candidatura della consigliera Marika Lax. Secondo Lanza, “tale ipotesi avrebbe trovato inizialmente un consenso anche all’interno del gruppo riconducibile al neosindaco Melangela Scolaro, salvo poi arenarsi per le perplessità espresse da alcuni consiglieri sulla limitata esperienza amministrativa della candidata”.

A quel punto torna in campo la candidatura di Lorenzo Gitto, reduce da giorni particolarmente delicati all’interno del Partito Democratico e ormai distante dall’area politica riconducibile a David Bongiovanni. Attorno al suo nome si sarebbe costruita una “convergenza tra Forza Italia, il gruppo Azzurri, il gruppo Scolaro, lo stesso Gitto e il consigliere Antonino Sottile, raggiungendo sulla carta 13 voti complessivi”.

I numeri lasciavano presagire un esito favorevole, ma durante la prima votazione qualcosa sarebbe cambiato. Un voto venuto meno avrebbe determinato il pareggio tra Gitto e Catalfamo. Nella seconda votazione, poi, il consigliere Sottile, inizialmente schierato a sostegno di Gitto, avrebbe orientato il proprio voto su Catalfamo, contribuendo all’elezione di quest’ultimo alla vicepresidenza con 12 voti contro gli 11 ottenuti da Gitto, mentre un voto è andato a Sajia.

La lettura politica proposta da Lanza è chiara: l’elezione di Catalfamo sarebbe stata il risultato di un accordo tra Città Aperta, una parte del Partito Democratico (tranne Gitto) e Fratelli d’Italia. Una scelta che si sarebbe concretizzata davanti al gruppo Scolaro, il quale, insieme a Forza Italia, agli Azzurri e allo stesso Gitto, aveva invece puntato sulla candidatura di quest’ultimo.