Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Barcellona PG, detenuto nigeriano aggredisce e manda in ospedale 3 poliziotti

MESSINA. Il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto ancora una volta teatro di interminabili minuti di violenza. Questa volta è stato un detenuto nigeriano del Reparto 3 ad aggredire per futili motivi 3 poliziotti penitenziari di turno oggi pomeriggio, mandandoli in ospedale. Dopo l’aggressione, gli agenti sono stati inviati all’ospedale di Barcellona PG per accertamenti urgenti e cure e al reparto di Traumatologia e Ortopedia di quello di Milazzo, dal quale uno dei poliziotti è stato dimesso con una fasciatura al braccio sinistro e lesioni. Stando a quanto denuncia il sindacato FS COSP, si tratta dello stesso detenuto che in precedenza era già stato protagonista di altri episodi di violenza nei confronti di altri poliziotti. “I galeotti che nelle carceri oramai non mostrano più alcun freno alle proprie violenze e alle richieste anche assurde, aggredendo  e ferendo i tutori della sicurezza e dell’ordine in un carcere che sembra terra di nessuno -dichiara il segretario nazionale Domenico Mastrulli. Il Madia, che ospita 230 detenuti, 75 dei quali psichiatrici in trattamento farmacologico, sarebbe gestito da un direttore proveniente da un altro istituto penitenziario limitrofo e pare la gestione del carcere barcellonese sarebbe lasciata fisicamente priva del direttore. I poliziotti penitenziari sono oramai allo stremo delle loro forze e i recenti nuovi arrivi non potranno migliorare un carcere a pezzi, come i nervi di chi vigila e assicura turni da 8 e 12 ore continuative con due, tre, quattro e cinque posti di servizio contemporaneamente e con diritti sindacali a volte anche negati”.  Il segretario nazionale responsabile della Sicilia Lillo Letterio Italiano, si dichiara “sconcertato dalla notizia che uno dei poliziotti feriti abbia chiesto di essere accompagnato con l’auto di servizio da Barcellona PG all’ospedale di Milazzo, ricevendo un diniego e sia stato costretto a guidare la propria auto con un solo braccio”.

Il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto