Barcellona PG, assolti veterinario e commerciante accusati di diffusione di malattia animale

Tribunale BarcellonaBarcellona PG – Un medico veterinario e un commerciante di bestiame erano finiti sotto processo con l’accusa di aver concorso nella diffusione di una malattia infettiva pericolosa per il patrimonio zootecnico. Le indagini, condotte dai Carabinieri del reparto tutela agroalimentare, erano partite da un’ispezione effettuata presso l’azienda del commerciante, avvenuta il giorno successivo a un controllo sanitario eseguito da un veterinario. In quell’occasione erano stati riscontrati due capi di bestiame positivi alla tubercolosi.
Secondo l’accusa, il commerciante avrebbe violato un provvedimento di blocco della movimentazione imposto dal Dipartimento veterinario dell’ASP di Messina, spostando un numero significativo di animali dalla propria azienda verso un’altra, nonostante avesse acquistato bovini da un’azienda già colpita da casi di tubercolosi. Al medico veterinario si contestava invece di aver effettuato una verifica sanitaria solo su parte degli animali presenti, falsamente dichiarandoli tutti negativi, e di non aver comunicato alle autorità la violazione del blocco da parte del commerciante.
Ma nel corso dell’udienza preliminare, tutte le accuse sono state smontate grazie all’attività difensiva degli avvocati Filippo Alessi e Giuseppe Sofia, legali del commerciante, e dell’avvocato Giuseppe Lo Presti, difensore del veterinario. La difesa ha prodotto una corposa documentazione che ha dimostrato come nessuna delle violazioni contestate fosse effettivamente avvenuta.
In particolare, è emerso che il provvedimento di blocco della movimentazione era stato emesso in data successiva alla movimentazione stessa, e che avrebbe semmai dovuto riguardare l’allevatore che aveva venduto i bovini al commerciante. Quanto al veterinario, la verifica sanitaria era stata regolarmente eseguita e gli animali risultavano negativi in quel momento. Inoltre, l’ipotesi di diffusione di una malattia infettiva è stata giudicata infondata, poiché solo due capi – su centinaia – erano risultati positivi e, per giunta, già isolati in appositi box, senza contatto con il resto della mandria.

Il giudice dell’udienza preliminare, dott. Caristia, ha accolto integralmente le argomentazioni della difesa, pronunciando una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Una decisione che mette fine a una vicenda giudiziaria che ha rischiato di colpire duramente due professionisti del settore zootecnico senza alcun fondamento.