Violenza a Barcellona PG, aggredisce la moglie davanti al figlio: senza braccialetto elettronico finisce in carcere
MESSINA. Un nuovo episodio di violenza domestica riporta al centro dell’attenzione il tema dei braccialetti elettronici, strumenti pensati come alternativa alla custodia cautelare che in molti casi si rivelano difficili da applicare concretamente.
A Barcellona Pozzo di Gotto un uomo è stato arrestato dopo aver aggredito la moglie sotto gli occhi del figlio. Un episodio grave, che evidenzia ancora una volta le criticità legate all’uso dei dispositivi di controllo a distanza nei casi di violenza domestica.
Secondo quanto emerso, nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Mirko Munafò, era stata prevista una misura alternativa al carcere, subordinata però alla disponibilità del braccialetto elettronico. La mancanza del dispositivo ha reso impossibile l’applicazione della misura meno restrittiva, portando così all’arresto e al trasferimento in carcere.
Il caso riaccende il dibattito sull’efficacia di questi strumenti: da un lato rappresentano una soluzione utile per evitare il sovraffollamento delle carceri, dall’altro la loro carenza rischia di compromettere la tempestività degli interventi, soprattutto in situazioni delicate come quelle legate alla violenza familiare.
Un episodio che sottolinea ancora una volta quanto sia necessario garantire strumenti concreti e immediatamente disponibili per tutelare le vittime e prevenire ulteriori episodi di violenza.

