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#Barcellona. I bombardamenti dell’estate del 1943: la città non dimentica

Cerimonia bombardamento agosto 1943 a Barcellona 12-8-2015 e“Restituiremo nuova dignità al monumento ai caduti, che sarà restaurato”. A prometterlo stamane il sindaco di Barcellona Roberto Materia, durante la cerimonia di commemorazione dei bombardamenti del 12 agosto 1943, quando la città fu devastata dagli aerei angloamericani.

Presenti le autorità civili e militari di Barcellona, l’associazione degli ex carabinieri, gli assessori e molti consiglieri di diversi schieramenti, anche dell’opposizione.

Ha suonato la Fanfara dei Peloritani, mentre i morti sono stati ricordati da una preghiera di padre Turrisi.

Dal 12 agosto al 23 settembre 1943, Barcellona subì i bombardamenti degli alleati, pagando un tributo di 74 vittime tra uomini, donne e bambini, mentre i dispersi furono più di 10.

“Siamo scappati per Santa Venera in una casa di un americano -ha ricordato il barcellonese Pasqualino

Cilona. Avevo nove anni. Poi ci sono stati dei morti e siamo andati tutti a Gala, eravamo sei famiglie. Un giorno mentre siamo tornati a Santa Venera siamo andati dove c’era un campo di tedeschi e gli abbiamo portato uva, arance e tante altre cose, pure del vino. Figghi di buttana… si sono presi tutto quanto e ci hanno cacciati con i mitra; con mio papà e mio fratello Nino facemmo corse che i piedi arrivavano fino al culo. Da quel giorno in poi ho odiato i tedeschi e ancora li odio.

Scendevamo a Barcellona per andare a casa mia in via Roma e c’erano tanti morti in giro; ho visto anche un gatto bianco e nero con un pezzo di legno nella pancia morto e poi ho visto il dottore Bavastrelli in mezzo alla strada vicino la posta in via Roma morto con il calesse rotto ed il cavallo senza la testa. Quanti ricordi, meglio lasciarli stare dove sono”.

 

#Barcellona. I bombardamenti dell’estate del 1943: la città non dimentica
#Barcellona. I bombardamenti dell’estate del 1943: la città non dimentica
#Barcellona. I bombardamenti dell’estate del 1943: la città non dimentica
#Barcellona. I bombardamenti dell’estate del 1943: la città non dimentica

Carmelo Amato

Il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori comunali, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini.