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Bandi CPI, Cantone: “La Regione non perda altro tempo, già finanziati 90 milioni di euro”

SICILIA. Novanta milioni di euro che valgono 1.200 assunzioni in Sicilia. Il Governo nazionale li ha messi a disposizione nel 2019, ma la Regione è ferma. Questo quanto sottolineato dal deputato nazionale Luciano Cantone, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera, che ora chiede ufficialmente che siano spiegate ai cittadini le motivazioni di un ritardo da lui definito inaccettabile. “Si dia una data nel più breve tempo possibile per la pubblicazione almeno del primo bando con la programmazione per gli altri due – dice Cantone –  Il Governo nazionale lo scorso anno ha messo la Regione siciliana in condizioni di adeguare e potenziare i Centri per l’impiego stanziando e assegnando 90 milioni di euro da utilizzare per avviare un preciso piano di circa 1200 assunzioni tra istruttori e funzionari in tre anni, attraverso tre concorsi pubblici da bandire entro il 2021. Bandi, però, finora solo annunciati, e non se ne capisce la ragione. Inutile dire che se nel 2019 fosse stato almeno pubblicato il primo bando e iniziato a assumere la prima tranche di personale forse non ci saremmo trovati

di fronte alla débacle della Cassa integrazione in deroga, la cui valutazione delle istanze è stata affidata proprio ai CPI. Senza contare la ragione per cui si è deciso di potenziare i CPI, fulcro delle politiche attive del lavoro tradotte non solo nella misura del reddito di cittadinanza, ma anche nell’avviamento alla formazione e riqualificazione professionale, incrocio di domanda e offerta del lavoro, informazione e orientamento specialistico”. L’emergenza COVID-19 ci ha messo poi il carico da novanta, con le disastrose conseguenze sul mondo del lavoro che hanno mostrato i limiti delle strutture pubbliche. “Non sono state adeguate in tempo – prosegue Cantone – a ottobre abbiamo assistito all’annuncio delle assunzioni e del primo bando entro il 2019, a dicembre il presidente Musumeci ricordava che la Sicilia aveva urgenza di forze nuove e fresche con l’obbiettivo di superare definitivamente il precariato, ma siamo a maggio 2020 e ancora niente di concreto è stato fatto o comunque trapela dagli uffici del Dipartimento regionale Funzione pubblica in merito alla pubblicazione del primo bando”.