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#Banca d’Italia. Saltano tre sedi in Sicilia, chiudono Messina, Ragusa e Trapani

Banca d'Italia BankitaliaApprovato all’unanimità dal Consiglio Superiore della Banca d’Italia il piano di riassetto delle sedi sparse nel Paese.

Tre anni di tempo per attuarlo, con il potenziamento dei compiti delle filiali più importanti, l’accentramento di 3 divisioni distaccate di vigilanza e la chiusura di 19 succursali la cui attività è molto ridotta.

Tra le siciliane, salve Palermo, Catania e Agrigento, accorpamento per Caltanissetta. Chiuse entro la fine del 2018 Messina, Ragusa e Trapani. Ma nel caso in cui i dipendenti dovessero arrivare a essere meno di 7, i battenti chiuderanno anticipatamente.

Inutili e tardivi gli interventi della classe politica locale. Nel 2007 il presidente Totò Cuffaro salvò sette filiali su nove sventolando l’articolo 17 dello Statuto siciliano, che garantisce all’amministrazione regionale la competenza esclusiva su credito e assicurazioni.

In quell’occasione, complice anche il suggerimento dell’attuale presidente dell’ARS, il messinese Giovanni Ardizzone, di ricorrere alla Corte Costituzionale, saltarono solo Siracusa ed Enna. Oggi Ardizzone tace e tra le filiali chiuse c’è anche quella di Messina.

Alla fine del 2018 la rete di Bankitalia sarà costituita da 39 filiali rispetto alle 58 attualmente attive. Un ridimensionamento drastico, che segue quello del 2007, quando le sedi erano 97.

“Tra il 1999 e il 2013 -si giustificano dalla Banca d’Italia- anche le altre tre principali banche centrali dell’eurosistema hanno ridimensionato l’estensione delle loro reti territoriali: da 154 a 50 filiali la Bundesbank, da 211 a 127 la Banca di Francia, da 52 a 15 la Banca di Spagna.

Con la riorganizzazione nessun dipendente della Banca d’Italia perderà il proprio lavoro. Bankitalia ha dato la propria disponibilità alle organizzazioni sindacali perché siano definite misure che vadano incontro alle esigenze delle 360 persone (su oltre 7 mila dipendenti dell’Istituto) che lavorano nelle strutture in chiusura o in accorpamento”.

I servizi saranno garantiti anche dove la Banca d’Italia non sarà più presente, promettono i vertici. Via libera dunque alla riforma di un’istituzione storica. “La riforma rafforzerà il ruolo delle 20 filiali nei capoluoghi di regione e delle altre 6 filiali ad ampia operatività (Brescia, Bolzano, Verona, Forlì, Salerno, Catania), a cui si aggiungeranno altre 6 filiali (Agrigento, Sassari, Livorno, Pescara, Lecce e Reggio Calabria) innalzate a quel rango -spiegano da Bankitalia.

Si manterranno le 6 filiali specializzate nel trattamento del contante (Bergamo, Piacenza, Padova, Arezzo, Roma CDM, Foggia) e la succursale di Roma, impegnata prevalentemente nelle attività di tesoreria centrale. Continueranno a operare le tre divisioni distaccate di vigilanza di Cuneo, Vicenza e Udine, mentre quelle di Caltanissetta, Cosenza e Pisa saranno ricondotte all’interno di filiali vicine.

Saranno infine chiuse 19 delle 25 filiali che attualmente offrono servizi a utenti individuali, ormai fortemente ridotti”. Tra queste, appunto, le siciliane Messina, Ragusa e Trapani.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.