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Aumento oneri concessori, nota di Cardile, Santalco, Cantali e Vaccarino

E dopo l’Ordine degli Ingegneri, a scendere in campo contro gli altissimi oneri concessori per il settore edile scendono in campo anche i consiglieri comunali Claudio Cardile, Peppuccio Santalco e Carlo Cantali (Felice per Messina) e Benedetto Vaccarino (PD).

In una nota inviata al sindaco Renato Accorinti, all’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola e alla presidente del Consiglio Comunale Emilia Barrile i quattro membri del Civico consesso chiedono di porre rimedio ad uno dei tanti cadeaux che l’ex commissario straordinario Luigi Croce ha lasciato alla città.

Con la delibera 219 del 7 marzo scorso, Croce determinò l’aggiornamento del costo di costruzione degli oneri concessori per il 2013. Dal 1998 al 2012 i contributi dovuti al Comune per lavori di urbanizzazione e ristrutturazione sono cresciuti rispettivamente dell’1 e del 3% l’anno. La delibera dell’ex commissario straordinario invece, in un colpo solo aumentò del 300% gli oneri

di urbanizzazione e del 15% gli oneri di costruzione.

“Tale aumento sconsiderato -scrivono i quattro consiglieri comunali- ha determinato gravi conseguenze in tutto il comparto edilizio del Comune di Messina, accentuando in maniera esponenziale la già gravissima crisi che ha colpito il settore e con la conseguente diminuzione del livello occupazionale”,

Alla luce delle denunce degli addetti ai lavori e delle imprese rispetto al crollo del settore (gli oneri concessori dovuti al Comune di Messina è il triplo rispetto a Catania e Palermo), Cardile, Santalco, Cantali e Vaccarino chiedono ad Accorinti e De Cola come intendano regolarsi sulla vicenda e propongono il “ritiro immediato nell’interesse dei cittadini tutti della delibera, nonché la convocazione di un tavolo tecnico con gli ordini professionali e le associazioni di categoria al fine di stabilire le linee guida di una nuova delibera che sia adeguata alle esigenze di una città che sta già attraversando una profonda crisi economica e che l’eventuale perdurante inerzia dell’amministrazione corre il rischio di accentuare”.