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Aula Aut: abbiamo ricordato Borsellino senza Palazzo Zanca

Chiuso il capitolo delle celebrazioni per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta, arrivano le polemiche tra il collettivo del liceo Maurolico Aula Aut e l’Associazione Peppino Impastato di Brolo ed il Comune di Messina.

Sul banco degli imputati dirigenti ed esecutivo, accusati doi avere abbandonato al loro destino gli organizzatori della manifestazione per commemorare la strage di via d’Amelio.

“Per ricordare  il giudice Paolo Borsellino l’associazione Socio Culturale Peppino Impastato ed il collettivo autogestito del Liceo Classico Maurolico Aula Aut hanno organizzato una manifestazione in 10 paesi della provincia di Messina, svoltasi anche nei due giorni precedenti all’anniversario della scomparsa -scrivono Pasquale Andrea Calapso di Aula Aut e il Direttivo Nazionale dell’Associazione Peppino Impastato.

Infatti, questa mobilitazione si è svolta da giorno 17 a giorno 19, con una serie di eventi svoltisi in paesi della provincia messinese come, in ordine di svolgimento, Torrenova, Olivarella (San Filippo del Mela), Barcellona Pozzo di Gotto, Brolo, Sant’Agata di Militello, Patti, Terme Vigliatore Gioiosa Marea e Librzzi.

Ma la motivazione di questo comunicato non è soltanto volta a comunicare ed a ridare visibilità a questa mobilitazione, bensì a far riflettere su quanto accaduto nell’organizzazione dell’evento cardine di questi tre giorni di commemorazione ed attivismo: Il concerto tenutosi a Piazza Municipio giorno 18 Luglio, dalle ore 19:00 alle ore 24:00 con la partecipazione di diversi gruppi messinesi emergenti ed il cantante nazionale antimafia Alfonso de Pietro.

Infatti Aula Aut e l’Associazione Peppino Impastato non possono che esprimere profonda amarezza per via dell’abbandono nel quale sono stati lasciati da Palazzo Zanca durante l’organizzazione di questa mobilitazione.

Da un lato, è vero ed ammettiamo di esserci mossi relativamente tardi per organizzare dal punto di vista burocratico il concerto, ma d’altra parte eravamo convinti che l’apparato amministrativo, da poco coordinato e guidato dalla figura di Renato Accorinti, noto attivista messinese, per via dell’importanza dell’iniziativa di commemorazione, si sarebbe messo a totale disposizione per aiutarci, come è stato fatto dalla stragrande maggioranza dei Comuni sopra citati,in particolare Barcellona, Torrenova e Patti.

Invece abbiamo assistito a scenari inquietanti: un ragazzo si è ritrovato nell’Ufficio Patrimonio a vedersi chiedere da parte di una dirigente di fare un disegno di piazza Municipio per indicare l’ubicazione delle apparecchiature, ed addirittura una volta fatto il disegno gli è stato detto testualmente “che era da scuole elementari”, il medesimo ragazzo è stato poi buttato fuori dal Ufficio del Capo Gabinetto accusato di maleducazione, solo perché stava usando la voce grossa (cosa che il nostro attuale sindaco nella vita ha fatto più e più volte in questi casi) lamentandosi che nel suddetto Ufficio Patrimonio, la mattina del concerto, non ci fosse nessuno che ci potesse dare l’autorizzazione per il suolo pubblico, poiché era chiusa a chiave in una stanza e la sopra citata dirigente era assente.

Infine, e non per importanza, 24 ore prima ci è stato negato l’accesso al punto luce del Comune ( a circa 5 metri dalle apparecchiature) da parte dell’amministrazione che, con tanto di testimoni (tra i quali un artista che poi ha partecipato all’evento), la mattina prima del concerto ci aveva fatto firmare un protocollo di richiesta del punto luce e ci aveva liquidato dicendo che non ci saremmo dovuti più occupare della questione.

Mentre invece ce ne siamo dovuti occupare eccome, trovando in 10 ore prima del concerto un gruppo elettrogeno per alimentare la strumentazione. Ma visto che noi non siamo soliti producrre critiche ma proposte, abbiamo nel cassetto una serie di idee per ravvivare le piazze della città con eventi di questo tipo, idee che faciliterebbero tutti i gruppi come noi ad organizzare quel che si vuole: ma per far sì che queste idee vengano attuate, abbiamo bisogno della collaborazione del Comune di Messina e di tutti i Comuni d’Italia, che dovranno mostrare apertura e non demoralizzante chiusura burocratica, come nell’episodio appena raccontato”.