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Auguri a Messina, che mai come oggi ne ha bisogno

Scrivere pezzi come questo non è mai semplice, ché troppo spesso si rischia di scivolare nel banale o, peggio, nel retorico.

Però un Natale come questo non si era mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. E allora, vediamo cosa augurare a Messina per questo Natale 2013.

Innanzitutto, visto che le elezioni politiche sono dietro l’angolo, parlamentari in grado di tutelare realmente gli interessi della città e non solo i propri. Basta dare un’occhiata ai pezzi della nostra Valentina Guerrera per vedere chi lavora e chi no. E se mentre la città sprofonda c’è chi si preoccupa per la tutela del lardo di Colonnata, peggio per chi li ha mandati in Parlamento. Quindi tutti noi.

Ma ad avvicinarsi ci sono anche le amministrative. Il prossimo sindaco della città, chiunque sarà eletto, sarà quello più sfigato della storia di Messina. Eredita una situazione disastrosa dopo 4 anni e mezzo di Giunta Buzzanca (non è una valutazione politica, le carte sono sotto gli occhi di tutti, basta saperle leggere e non interpretarle e comunque in certi casi il silenzio è d’oro) e la sua risposta più frequente sarà “no” perché non ci saranno i fondi per dire sì. La speranza è che quando si voterà il prossimo sindaco, si tenga conto anche della squadra di assessori indicati, giusto per sapere dove e come si andrà a finire.

Ma Messina ha bisogno anche di un Consiglio comunale che lavori seriamente, evitando il ridicolo balletto dei rinvii per carenza di numero legale. Siete pagati per amministrare la città, quindi finitela di comportarvi come delle portinaie, arrivate preparati in aula e, soprattutto, vedete di decidere velocemente e bene. Magari potrebbe pure piacervi. E per chiunque abbia in mente di contestare queste affermazioni, rimando ai verbali d’Aula, dove si vede chi lavora e chi no, chi partecipa e chi no, chi solleva questioni di lana caprina e chi cerca di fare davvero gli interessi della città. Perché a prescindere dal partito con il

quale vi presentate, il vostro primo dovere è quello di tutelare tutti i cittadini, nessuno escluso. Ovviamente lo stesso discorso vale anche per i futuri inquilini di Palazzo dei Leoni.

E se alla Provincia si iniziasse a rispettare quello che è il mandato dell’ente (promuovere lo sviluppo dell’intero territorio provinciale) e non ci si limitasse a inaugurare sagre paesane e mostre, magari si darebbe un senso alla sua esistenza.

A Messina auguriamo anche dirigenti pubblici capaci e non conniventi con gli amministratori di turno. Grazie a Dio esistono dei giudici a Berlino, o almeno così dovrebbe essere, e la speranza è che chi ha condotto la città a questo punto quanto prima sieda sul banco degli imputati.

A questo punto c’è l’elenco delle vertenze, che sembra non finire mai. La più importante, gravissima, è quella dei servizi sociali. Agli 800 lavoratori del settore ed alle famiglie che assistono ed alle migliaia di persone che lavorano tra ATM, Vittorio Emanuele, Messinambiente, La Cascina, L’Ambiente, agli insegnati del doposcuola, ai precari di Comune, Provincia e di tutti gli altri enti che li usano pagando due lire competenze che dovrebbero avere ben altra remunerazione, agli ex dipendenti di Triscele e Aicon e a tutti i lavoratori di aziende private in crisi, la sola cosa che possiamo augurare è di avere la forza di continuare a lottare per i propri diritti (perché a chi sfrutta e a chi usa il bisogno altrui per interessi personali non si possono né si devono fare sconti) e garantire la solidarietà della redazione che giorno per giorno segue con attenzione le loro vertenze.

A tutti gli altri messinesi, la redazione di Messina.Sicilians.it augura di riscoprire il senso civico, l’amore per la propria città ed il rispetto delle istituzioni. Che magari saranno anche rette da persone non sempre all’altezza, ma che comunque devono esser rispettate.

In mano abbiamo un’arma potentissima: il voto. Vediamo di ricordarcene quando sarà il momento. Cerchiamo di votare programmi e non promesse di posti di lavoro. Perché gli amministratori capaci i posti di lavoro li creano attirando investimenti ed intercettando fondi e non promettendo assunzioni che non arriveranno mai.