Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Attualità. “Cervello senza limiti” arriva in Sicilia

Nelle università americane dal 7 AL 25% degli studenti percorre i corridoi con un portatile in mano e un blister di compresse nell’altra. Dai laboratori di ricerca e dal mondo accademico si diffonde la cultura del potenziamento cognitivo: studenti, militari, piloti, medici, scienziati si trasformano in individui ad ‘alto funzionamento’, capaci di scrivere o lavorare per 20 ore consecutive senza accusare fatica. Ma anche in Italia esiste un consumo di queste sostanze.

FARMACI, ORMONI, INTEGRATORI CHE PROMETTONO DI MIGLIORARE LE CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO, AUMENTARE LA MEMORIA, ANNULLARE LA FATICA, RIMANDARE L’INVECCHIAMENTO DEL CERVELLO.

Ma dall’Ordine dei Medici di Palermo se ne caldeggia l’uso responsabile: “Si tratta si di sostanze legali, niente a che fare con gli stupefacenti, spesso si tratta di farmaci nati per curare patologie neurologiche come Disturbo da Deficit dell’attenzione, narcolessia, Alzheimer che in soggetti sani hanno mostrato effetti desiderabili come aumento della capacità di attenzione e memoria, motivazione e diminuzione del senso della fatica” ha spiegato il Dottor Livio Blasi direttore dell’U.O.C. di Oncologia Medica del Polo Oncologico dell’Ospedale Civico di Palermo e Presidente Nazionale del CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) che ha moderato l’incontro palermitano “ma non ci sono ricerche che ne dimostrino la sicurezza a lungo termine. E anche l’uso di integratori andrebbe riservato ai casi di reale carenza’.

Se è vero che questi farmaci rendono possibile studiare e lavorare meglio e più a lungo, farmacologicamente, le sostanze che potenziano i componenti dei circuiti di memoria e apprendimento (dopamina, glutammato, noradrenalina) possono migliorare la funzione cerebrale in individui sani oltre il loro limite fisiologico. Ma a quale costo? In realtà un corretto stile di vita in cui siano bilanciati alimentazione, attività fisica, buona qualità del sonno ecc. è già garanzia di un cervello performante e in salute, con l’effetto desiderabile di mattere al riparo da moltissime malattie” spiega Rossi Mason.

“Il Potenziamento cognitivo (o brain enhancement come lo chiamano gli anglosassonI) é un fenomeno di cui abbiamo preso consapevolezza negli ultimi dieci, quindici anni” spiega la giornalista medico scientifica Johann Rossi Mason “Era il 2007 quando mi sono imbattuta nell’articolo che ha scoperchiato questo vaso di Pandora: Barbara Sahakian e Morein-Zamir lanciano un sondaggio tra ricercatori e accademici che si diffonde in tutto il mondo e svela un utilizzo significativo di sostanze attive sul sistema nervoso centrale, i risultati si guadagnano la pubblicazione su Nature. Niente a che fare con quello che i ragazzini usano per lo sballo in discoteca o per allentare i freni inibitori e aumentare la capacità di socializzazione. Con queste sostanze ci vai in biblioteca, non in discoteca. Ma attenzione, chi crede che aiutino ad ottenere risultati brillanti senza sforzo rimarrà deluso e non aumentano nemmeno l’intelligenza. Sono come un additivo per motori già performanti, non una scorciatoia”.

Un sondaggio condotto all’Università di Oxford nel 2016 ha svelato che il 15,6 per cento degli studenti dell’ateneo ha assunto sostanze nootropiche (legali) anche senza prescrizione medica tanto da spingere l’università a organizzare dei laboratori informativi sul tema. E in Svizzera la ricercatrice Larissa Maier dell’università di Zurigo ha stimato con un’indagine che tra il 15 e il 20% degli studenti ha provato a migliorare le sue performance scolastiche affidandosi a farmaci o alcol.

In Italia non ci sono dati precisi, ma è stato appena lanciato un sondaggio online per indagare il fenomeno e quantificarlo. I risultati saranno diffusi tra qualche mese, appena raggiungiamo un campione significativo. Il sondaggio è disponibile sul sito www.cervellosenzalimiti.it

“Tutti vorrebbero un super cervello” spiega l’autrice “e la prima cosa che mi chiedono quando racconto l’argomento del libro é che tipo di sostanza assumere. Ovviamente non posso rispondere, consiglio di leggere il volume e capire quali sostanze o combinazioni di integratori potrebbero fare al caso loro e offro consigli per provare senza rischi, è il mio compito di divulgatore scientifico, informare correttamente. Le persone soffrono i vuoti di memoria che attribuiscono inevitabilmente all’avanzare dell’età, e vorrebbero combattere la fatica. Le sostanze nootropiche (integratori o farmaci) aiutano, ma non fanno miracoli. I primi possono essere assunti anche per periodi prolungati, mentre sui farmaci è necessaria maggiore cautela, non ci sono infatti studi sull’uso a lungo termine”. No assoluto invece all’assunzione da parte di ragazzini sino a 18-20 anni: il cervello è ancora in formazione e non è possibile sapere quali effetti possono sortire in una fase evolutiva così delicata.

Ma è facile procurarseli? “Tutt’altro e questo apre una questione importante. I farmaci di cui parliamo sono con obbligo di ricetta medica e siccome non è possibile ottenerla per un uso sui sani le persone si rivolgono al mercato nero o al web. I rischi sono notevoli: dal pagare per ricevere farmaci che non contengono affatto quel principio attivo, sino al rischio di assumere un farmaco contraffatto che contiene sostanze pericolose”.