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ATM, una bomba ad orologeria

Un momento del blocco

La città comincia a implodere, lentamente. Vuoi per il caldo, vuoi per l’immobilismo cui da tempo i messinesi sono rassegnati. Fatto sta che con quest’afa molte cose cominciano a far saltare i nervi ai cittadini, sempre più esausti e sconvolti, soffocati dal traffico urbano o costretti a spostarsi con mezzi di fortuna visto che quelli dell’ATM sono sempre più rari. Così mentre ci si accapiglia sui bilanci e si discute della questa nelle riunioni dei capigruppo di Palazzo Zanca, la prossima è stata fissata per il 29 luglio, nel frattempo gli utenti subiscono disagi di ogni genere.

E così, alcune sere fa, al parcheggio Cavallotti due donne esasperate perché ancora una volta sarebbero state costrette ad arrangiarsi per rientrare a casa per la mancanza di autobus, hanno dato vita ad un blocco totale di tutti i mezzi di trasporto fermi nello spiazzale e in procinto di partire. La protesta, nata dall’esasperazione più totale, man mano che i toni si facevano più accesi ha coinvolto tutti i passeggeri dei vari bus e gli stessi autisti.
Come hanno raccontato, da un mese e mezzo le due donne sono costrette

a viaggiare in taxi per tornare a casa, spostarsi per arrivare in centro città, per lavoro e per qualunque altra cosa. Una situazione inaccettabile che giorno dopo giorno non accenna mai a trovare un punto di sblocco. “Un disservizio totale, sono stufa di restare ore e ore alla fermata”, ci riferisce la prima signora, che attende il 74,l’autobus che porta alle Masse, mentre la seconda signora “coraggio”, poco più in là, ci spiega che attende il 51 e che da oltre un mese non riesce più a spostarsi per tornare a casa perché anche l’autobus 50 diretto a Giostra è stato soppresso. “Stasera non ce l’abbiamo fatta proprio più -ha dichiarato esasperata- ad andare avanti così con passaggi di fortuna e abbiamo deciso di non far partire nessun autobus.  Se il sindaco e chi di dovere non viene qui a sbloccare questa situazione, stasera nessuno tornerà a casa”.
Arriva la prima pattuglia dei Carabinieri, mentre alcuni autisti tentano di mediare con le due donne, tentando di appianare la situazione giunta al limite della sopportazione. Così, tra la buona volontà dei conducenti e un diverbio acceso con le forze dell’ordine, si riesce a recuperare il 53 per poter permettere alla seconda signora di giungere a casa. Ma le due donne promettono che se la situazione non cambierà saranno pronte a dare ancora battaglia.