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ATM, spariti documenti dalla stanza dell’ex DG Conte

La sede dell'ATM in via La Farina

Sfondata la notte scorsa la porta dell’ufficio dell’ex Direttore generale dell’ATM Claudio Conte. A dare l’allarme stamane i primi lavoratori, che hanno subito chiamato i carabinieri.

Non è ancora chiaro cosa sia stato sottratto, ma tutto fa supporre che siano spariti dei documenti dell’Azienda Trasporti. Per il momento non si sa altro. Oggi è stata presentata una formale denuncia, i militari dell’Arma indagano e il commissario straordinario Domenico Manna non risponde al telefono.

Vista la presenza dell’ispettore inviato dal ministero dell’Economia alcuni giorni fa, tra i 580 dipendenti le battute si sprecano.

Anche se l’ispezione rientra in una serie di controlli a tappeto disposti in aziende pubbliche in tutta Italia, c’è chi parla di strane coincidenze tra l’arrivo dell’ispettore Gaetano D’Onofrio e l’episodio della notte scorsa.

In ogni caso, D’Onofrio si fermerà a Messina per 4 settimane

e dovrà fare le pulci agli ultimi 5 anni. Da verificare ed esaminare i bilanci (tutti non approvati), i costi delle forniture e i metodi utilizzati per selezionare le aziende che hanno fornito all’ATM prodotti e servizi, le consulenze e tutto quanto è successo nella sede di via La Farina tra il 2008 e il 2013. E sembra che già siano stati negati alcuni documenti perché introvabili.

“Come se fosse la prima volta che all’ATM spariscono documenti senza lasciare traccia -sbotta Michele Barresi, delegato regionale di Orsa Trasporti. Ci è successo più di una volta di chiedere della documentazione e di non ottenerla perché svanita nel nulla. Mi risulta che gli stessi problemi li abbiano avuti prima l’ex commissario Enrico Spicuzza, che quando è arrivato e ha chiesto dei ragionieri, visto che in azienda mancano i curricula dei lavoratori si è visto mandare una laureata in belle arti e un paio di meccanici e poi l’attuale commissario Domenico Manna, che appena insediato si è reso conto che mancava del tutto l’anagrafica dei dipendenti”.