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ATM, sotto il vestito niente

Sotto il vestito niente. E dietro la possibile liquidazione dell’ATM il nulla. Se ne discute da anni, si fanno riunioni su riunioni in Comune, ma quello che salta agli occhi è che le idee sono poche e tutte molto, molto confuse. Anche l’incontro di ieri mattina a Palazzo Zanca tra sindacati, capigruppo consiliari, l’assessore alla Mobilità Melino Capone ed il commissario straordinario dell’Atm Santi Alligo si è risolto in un nulla di fatto. La discussione adesso si sposta a Palermo, dove il 4 agosto è stato convocato un incontro dall’assessore regionale alla Mobilità Pier Carmelo Russo per fare chiarezza una volta per tutto sul continuo rimpallo di competenze tra enti. 

Intanto i dipendenti dell’ATM sono senza stipendio da tre mesi ed in città (250 mila abitanti, la 13^ d’Italia) circolano meno di 20 autobus al giorno. I 130 mezzi che uscivano 10-15 anni fa sono solo un ricordo e visto che non ci sono soldi neanche per acquistare i ricambi, si utilizzano direttamente i pezzi ancora funzionanti dei mezzi fermi perché guasti. E c’è chi giura che ci sono autobus che escono dal deposito di via La Farina, fanno un paio di giri e poi rientrano. “Verissimo -conferma il direttore generale dell’Azienda Trasporti Claudio Conte. Ma questo succede solo perché abbiamo mezzi talmente vecchi che possono restare per strada meno di un paio d’ore. Non ci nascondiamo dietro un dito: se il Comune ci dovesse dare le somme che ci spettano da molti anni e che

non ci sono mai state trasferite con pretesti vari, quasi 50 milioni di euro, potrebbe dichiarare bancarotta. Fatte le debite ed inevitabili esclusioni, l’azienda è abbastanza sana e potrebbe tranquillamente espletare il servizio per il quale è stata costituita. Invece tiriamo avanti tra mille difficoltà perché non c’è la volontà politica di risolvere la situazione”. 

La sede dell'ATM

Dura anche la presa di posizione della Cisl di Messina sulla vicenda, a partire da quella del segretario generale Tonino Genovese. “Per l’ATM -afferma- ci vuole una cura da cavallo. Ma con dirigenti che siano dei veri manager e con soggetti politici capaci e dalle idee chiare e determinati. Qui invece, si vuole mandare al massacro l’azienda e i lavoratori senza curarsi delle conseguenze. O, peggio, temo davvero che si voglia prendere tempo fino alle elezioni per poi scaricare a chi verrà dopo la patata bollente”. “A pagare -aggiungono i vertici provinciali della Fit Cisl, la federazione di settore- sono e saranno sempre i cittadini ed i lavoratori. I primi fanno quotidianamente i conti con un servizio di mobilità urbana ormai inesistente, mentre i dipendenti hanno un arretrato di ben tre mensilità. Risanamento e rilancio dell’Atm non possono attendere un minuto di più. Aspetteremo l’incontro del 4 agosto a Palermo convocato dall’assessore Russo per avere chiarezza sul continuo scaricabarile tra Comune e Regione. Dopo quella data, e in base ai risultati dell’incontro, decideremo se mettere in atto tutte le misure contrattualmente previste. Compresa, se necessario, anche la mobilitazione dei lavoratori”.