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ATM senza stipendi, la denuncia dell’Orsa

I lavoratori ATM durante l'ultimo presidio

Gli stipendi sono fermi all’acconto di febbraio. Di quelli di marzo e aprile non c’è traccia e anche il trasferimento del Comune del dodicesimo di Bilancio di maggio probabilmente sarà solo di 500 mila euro, invece del milione 700 mila euro dovuto per la gestione della partecipata, visto che non è mai stato stipulato un Contratto di Servizio.

Somma, il mezzo milione di euro, insufficiente anche per i soli stipendi dei 598 dipendenti dell’Azienda Trasporti di Messina, senza mettere in conto le spese di gestione, il carburante e tutto il resto.

“La storia si ripete e si aggrava col passare del tempo lo stato di  disagio economico dei dipendenti dell’Atm -denuncia Michele Barresi segretario generale di Orsa Trasporti. L’ATM è un’azienda ormai morta, che ogni giorno mette in servizio meno di 20 bus e 4 tram,  lasciata alla deriva da una politica distratta dalla campagna elettorale, figlia di nessuno e con una dirigenza non all’altezza. E ad andarci di mezzo sono soli i lavoratori e gli utenti”.

L’Orsa punta il dito anche contro l’accordo stipulato lo scorso 26 aprile con la Onlus UNAC per la vendita dei tagliandi a bordo. “Ennesima iniziativa inutile dei vertici -aggiunge Barresi- che dovrebbe avere il coraggio di farsi da parte  ammettendo anni di continui fallimenti gestionali.
Un’operazione pubblicizzata in pompa magna, ma che non sta portando i risultati sperati e che, anche se gratuita, rischia di essere addirittura controproducente per gli incassi. Abbiamo chiesto, insieme a Ugl e Cub,  che la convenzione sia ritirata. Da anni il sindacato chiede di intensificare, utilizzando il personale ATM disponibile e professionalizzato, la vendita ed il controllo a bordo dei biglietti, così come l’intensificazione della vendita a terra a cura dell’Azienda Trasporti in punti strategici della città. La dirigenza è rimasta sorda alle continue proposte che avrebbero portato già da tempo maggiori incassi ed oggi si trovano soluzioni ad effetto, populiste ed inutili , ricorrendo ad associazioni no profit e  dimenticando  che i veri volontari oggi sono i dipendenti dell’ATM, che da anni garantiscono con spirito di abnegazione il servizio senza aver riconosciuto  il diritto allo stipendio”.
I lavoratori, ormai allo stremo a causa dei continui ritardi nell’erogazione degli stipendi, vanno avanti come possono. Le proteste, anche eclatanti, dei mesi scorsi, culminate con l’occupazione ad oltranza del Comune non sono servite a molto. “Mentre i dipendenti sono costretti ad elemosinare acconti su acconti per far fronte al disagio quotidiano -denuncia ancora Barresi- continuiamo a denunciare come la priorità dell’Azienda sia unicamente quella di elargire discutibili promozioni ad personam o trasformare in full time contratti del personale del settore amministativo seguendo logiche clientelari, discriminando parte dei dipendenti e aggravando i costi di un’azienda in stato di crisi e liquidazione”.
Con le elezioni che incombono, la trasformazione in società per azioni è lentamente ed inesorabilmente scivolata nell’oblio. I consiglieri comunali ormai sono in piena campagna elettorale e per ben quattro volte l’Aula non ha raggiunto il numero legale per votare la delibera sulla trasformazione (peraltro obbligatoria per legge) ed il Contratto di Servizio.
“Oggi l’azienda è abbandonata a se stessa -accusa Barresi- e se non si troveranno le risorse per pagare gli stipendi ai dipendenti non escludiamo che saranno poste in essere dall’Orsa nuove eclatanti azioni di protesta che potrebbero servire a mettere al centro della campagna elettorale il tema del trasporto pubblico. del resto, è assodato che dovrà essere questo il primo banco di prova nell’agenda della prossima amministrazione. Sempre che per quella data a Messina ci sia ancora per strada traccia di un bus o di un tram”.