Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

ATM, sciopero della fame di Giacoma Bonfiglio e Pina Torre

Pina Torre e Giacoma Bonfiglio

Non l’ha piegata neanche il malore di ieri. Da questa mattina Giacoma Bonfiglio ha iniziato lo sciopero della fame. Con lei anche la collega Pina Torre. Dopo 24 ore di protesta ininterrotta, con momenti anche drammatici, ieri pomeriggio Giacoma Bonfiglio, autista LSU a contratto, tre figli, si è sentita male.

Il figlio Biagio ed i colleghi l’hanno convinta a tornare a casa. Ma questa mattina alle 7.30 era di nuovo a Palazzo Zanca, pronta a ricominciare. Farà lo sciopero della fame e non prenderà neanche le pillole per l’ipertensione. Non vuole incontrare nessuno, le visite toccata e fuga dei politici non le interessano. “Voglio solo i miei soldi -ripete. me li sono guadagnati e mi spettano. A me come a tutti gli altri”. Una protesta, quella di Giacoma Bonfiglio, iniziata durante un periodo di ferie richiesto in tempi non sospetti e che finirà il 31 ottobre.

Ieri sera e per tutta la notte a presidiare il Comune ci hanno pensato una decina di suoi colleghi, tutti decisi a non mollare, nonostante tutto. Nonostante l’assenza delle istituzioni, nonostante l’indifferenza della città, nonostante i responsabili del disastro facciano finta di nulla e si girino dall’altra parte.

“Siamo completamente soli -hanno dichiarato ieri sera- ma va bene lo stesso. Noi non ci arrendiamo. Chiediamo il rispetto dei nostri diritti e nient’altro”.

Ad alimentare la tensione tra i lavoratori anche l’ordine di servizio n° 81 firmato dal direttore generale Claudio Conte nel quale c’è scritto nero su bianco che chi non lavora perché non ci sono mezzi disponibili (in questo momento girano in città 18 autobus e 4 tram) se ne starà a casa senza stipendio. La disposizione gira da ieri, ma c’è ancora chi pensa che un cosa del genere sia impossibile. “Che responsabilità hanno i lavoratori -chiede Francesco Arizzi, segretario di UGL Trasporti- se i mezzi non funzionano e non ci sono soldi per ripararli? le responsabilità sono altrove e invece si scarica tutto sul personale”.

E proprio in merito a questa presa di posizione dell’Azienda Trasporti, c’è una nota scritta da una contrattista dell’ATM, Carmela Calabrò nella quale si legge “Dopo 24 ore di lotta, testimonianza della disperazione dei dipendenti di un’Azienda ormai allo sfascio, giunge l’ennesima beffa da parte del Direttore Generale Ing. C. Conte.

Il Direttore Generale, invece di guidare in prima linea i lavoratori nella richiesta di lumi sul futuro aziendale  al Commissario Croce, emana l’ordine di servizio n° 81 datato 22 ottobre 2012, il cui oggetto è collocare il personale libero dal servizio, per mancanza di bus e tram, “fuori servizio”, ovviamente senza retribuzione.

In qualità di dipendente sento di rispondere pubblicamente che l’ordine di servizio in questione non è che una chiara e lucida strategia aziendale, che sicuramente andava attuata almeno quindici anni fa, evitando di firmare promozioni e impieghi alternativi, dettati dalla politica di turno.

I dipendenti, da almeno quattro anni a questa parte, continuano a portare avanti con il loro lavoro “non retribuito” un’Azienda che si trascina con i pochi e vetusti mezzi, mettendo a repentaglio la loro vita e purtroppo anche quella dei passeggeri. Oggi penso che i dipendenti avrebbero dovuto incrociare le braccia esattamente quattro anni addietro e per lungo tempo, avrebbero così evitato che la classe dirigenziale continuasse lo sperpero con consulenze inutili e costose, evitato di pagare le esorbitanti somme dei vari commissariamenti che si sono succeduti.

Quest’Azienda avrebbe potuto essere il fiore all’occhiello di Messina soltanto se i risultati della gestione fossero stati ripagati con gli stessi criteri adottati nei confronti dei lavoratori. Infine, poiché il Direttore Generale ha dichiarato ai dipendenti che a suo avviso l’Azienda è chiusa -conclude Carmela Calabrò- mi sarei aspettata le sue dimissioni  per rispetto dei cittadini e degli stessi dipendenti al fine di evitare ulteriori disagi”.