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ATM, i sindacati chiedono le dimissioni di Alligo

La sede dell'ATM

I sindacati chiedono la testa del commissario straordinario dell’ATM Santi Alligo. La trasferta palermitana si è rivelata piena di sorprese e quando stamane si sono incontrati con il commissario straordinario Croce quest’ultimo era già stato informato dell’esito dell’incontro dal Direttore generale dell’assessorato Trasporti Vincenzo Falgares.

A Palermo non hanno dubbi: sulle reali condizioni dell’Azienda Trasporti l’amministrazione di Palazzo Zanca ha mentito su tutta la linea. A partire dalle somme dovute dalla Regione al Comune di Messina: non solo le ha inviate, ma buona parte delle somme è finita in mano ai creditori. Uil, Orsa, Ugl e Cub accusano Alligo di essere poco presente rispetto ai gravissimi problemi dell’Azienda Trasporti ed hanno chiesto a Croce, che ha ammesso di avere già fatto una ricognizione per capire chi potrebbe prenderne il posto, un altro commissario straordinario.

I 600 lavoratori dell’ATM sono senza stipendio da luglio, da anni lo ricevono a singhiozzo, ma dall’amministrazione si sentivano dire sempre la stessa cosa: non ci sono soldi, la Regione non ci manda nulla da settembre dell’anno scorso. A meno di 200 chilometri di distanza la verità è ben diversa.

Perché nella nota presentata il 20 settembre scorso al commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce, sono riportati dati e cifre che stando a quanto ha dichiarato Falgares ai sindacati ed alla delegazione di lavoratori che ha incontrato a Palermo, non sono quelli in mano alla Regione. A partire dai 3 milioni 400 mila euro inerenti i contributi del Contratto nazionale di lavoro. Secondo il commissario straordinario dell’ATM Alligo, che è anche il Segretario Generale del Comune, lo Stato li avrebbe già inviati alla Regione, mentre invece ne sono stati deliberati solo 800 mila.

Poi c’è la questione dei contributi trimestrali che da Palermo arrivano a Messina. Per Alligo sono da riscuotere la terza rata (800 mila euro) e la quarta. Ma quanto risulta all’assessorato ai Trasporti, anche parte della terza sarebbe già stata pignorata. “L’ATM di Messina è tra le partecipate a cui abbiamo inviato più denaro -ha dichiarato Falgares. Ma visto che sono a rischio pignoramento, per il momento è meglio non mandare nulla”.

Infine la diatriba sui contributi per il tram, da sempre terreno di scontro tra le due amministrazioni. Nella lettera a Croce, Alligo parla di quasi 9 milioni di contributi dovuti per il periodo 2003-2009. Anche il questo caso il Direttore Generale dell’assessorato ai Trasporti smentisce il dirigente messinese. La legge infatti prevede contributi solo dal 2010, null’altro è dovuto per gli anni precedenti e anche la favola dei soldi del tram che la Regione non vuole dare finisce una volta per tutte.

Tra l’altro, Falgares ha anche dichiarato che dal 4 agosto 2011 l’assessorato regionale non ha più notizie dall’amministrazione di Palazzo Zanca rispetto al futuro dell’ATM nonostante gli impegni assunti in quell’occasione dall’ex assessore Melino Capone. Allora la Regione si dichiarò disponibile a dare risorse se fosse stato messo a punto un piano di risanamento economico  e se si fosse lavorato seriamente alla trasformazione dell’ATM in una società per azioni, per ripartire senza il peso dei debiti accumulati dalla partecipata. Strada percorsa con successo a Catania e in altre città. Ma a Palermo di tutto questo non c’è traccia. Non c’è la delibera con la quale il 14 febbraio scorso l’ATM è stata messa in liquidazione né il piano di riorganizzazione.

“Ognuno racconta la propria verità -commenta Michele Barresi del sindacato Orsa. L’ex sindaco Buzzanca twitta che ha salvato l’ATM, Alligo sostiene di avere fatto tutto quello che c’era da fare, ma in realtà le cose non stanno così e l’incontro di Palermo ce lo ha confermato. Quando ci siamo incontrati con Croce lui aveva già parlato con Falgares e anche se non ha commentato la vicenda ci è sembrato sinceramente sbalordito. Adesso si incontrerà con il direttore generale dell’ATM e con i Revisori dei Conti ed entro la prossima settimana ci sarà un vertice a Messina con la Regione. Dobbiamo utilizzare questi 8 mesi di vuoto della politica prima delle prossime amministrative per rimediare ai danni prodotti proprio dalla politica perché qui ci sono 600 lavoratori senza stipendio che stanno pagando i battibecchi tra Lombardo e Buzzanca”.