Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

ATM, i lavoratori si incatenano davanti alla stanza di Croce

Giovanni Burgio e Giacoma Bonfiglio incatenati davanti all'Ufficio del Commissario Croce.

Elezioni o no, il problema del loro futuro resta. E così, poco dopo le 7 di questa mattina alcuni lavoratori dell’ATM si sono incatenati davanti alla stanza del commissario straordinario Croce.

Dopo l’incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil ieri sera Croce si è confrontato con ORSA e Ugl e la loro relazione su quanto è stato detto ha gettato i lavoratori nella disperazione.

Il dissesto sembra ormai certo e se dovesse essere dichiarato i primi ad andare a casa saranno i 90 contrattisti. Il loro contratto dovrebbe scadere tra 2 anni, ma in casi estremi (e una dichiarazione di default lo è) potrebbero essere licenziati senza problemi.

A rischio anche i 140 ausiliari del traffico. Anche loro come i contrattisti appartengono per lo più a famiglie monoreddito e la perdita del lavoro comporterebbe in automatico la rovina economica.

“Sa qual è la cosa folle? -racconta Carmela Calabrò. Che durante l’incontro con i sindacati autonomi Croce ha chiesto indicazioni su come risolvere il problema. Noi siamo sul punto di essere rovinati e chiedono a noi cosa fare? Ma si può?”.  Alcuni politici ancora in circolazione dopo la nottata elettorale sono passati a manifestare la propria solidarietà. Il neo eletto Marcello Greco si è impegnato ad aiutarli e anche il presidente del Consiglio comunale Pippo Previti. Vedremo.

Da oltre una settimana i lavoratori dell’ATM occupano Palazzo Zanca non solo contro il mancato pagamento di oltre 3 stipendi, ma anche contro una gestione dissennata dell’Azienda Trasporti. Perché come ha dichiarato Giacoma Bonfiglio, l’autista che ha dato vita alle proteste più clamorose (è stata un giorno intero sul davanzale di una delle finestre di Palazzo Zanca e ha digiunato per oltre 36 ore): “l’ATM ce l’hanno ammazzata”.

Protestano nell’indifferenza di una città che è pronta a scendere in piazza per difendere la squadra di calcio ma che storicamente non muove un dito quando in gioco ci sono posti di lavoro. Protestano nell’indifferenza di una classe politica, che in più di un caso ha costruito le proprie fortune sulle clientele elettorali, salvo poi dimenticare ciò che ha promesso. Protestano nell’indifferenza delle istituzioni, che non sentono il bisogno almeno di ascoltare le loro storie.

Durante il suo incontro con il commissario Croce, il neo presidente Rosario Crocetta è passato a salutare i lavoratori che occupano la Sala Commissioni e si è impegnato a risolvere il loro problema una volta eletto. Adesso che è arrivato a Palazzo d’Orleans resta da vedere se se ne ricorderà.