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ATM, dopo quelle dei Revisori arrivano le accuse dei sindacati

Niente Contratto di Servizio con il Comune né Piano di rilancio, oltre 20 milioni di euro di debiti e neanche l’ombra di un bilancio approvato dal 2003. Ce n’è abbastanza perché il Collegio dei Revisori dei Conti dell’ATM bocci senza appello il Bilancio di Esercizio 2011 dell’Azienda Trasporti. Un verdetto durissimo, che vede sul banco degli imputati soprattutto l’amministrazione comunale, che non ha mai voluto o potuto stipulare un accordo con l’ATM per la gestione del trasporto pubblico, che utilizza il secondo piano della sede di via La Farina pagata con un mutuo che grava solo sulle casse dell’Azienda Trasporti e che non ha mai fatto nulla per la trasformazione in società per azioni della partecipata.

“L’ATM è da troppo tempo un carrozzone mal gestito e troppo spesso abbandonato solo a becere logiche politico clientelari -dichiara Michele Barresi, responsabile Orsa Trasporti- ed era prevedibile che i tanti nodi accumulati nel tempo venissero prima o poi al pettine. Non era pensabile che dopo anni in cui non è mai stato approvato un bilancio, in assenza di un Contratto di Servizio e con una gestione finanziaria creativa, bastasse una bacchetta magica per trovare i conti in regola in un’azienda che è in evidente stato di fallimento conclamato e in cui abbiamo riscontrato tante e tali anomalie economiche, finanziarie e gestionali nei rapporti con Comune e Regione che ci hanno spinto, insieme a Ugl e Cub, a coinvolgere la magistratura per fare la dovuta chiarezza.

In questo momento, quello che maggiormente preoccupa è il futuro dei 598 lavoratori, incolpevoli di questo disastro, e del servizio di trasporto pubblico della città ormai inesistente da tempo. Per questo motivo – continua Barresi – sollecitiamo con urgenza il commissario Croce ad intraprendere il percorso di trasformazione dell’Azienda che da tempo reclamiamo, coinvolgendo il sindacato e indicando subito un esperto di alto profilo con competenze specifiche, che possa essere anche garanzia di discontinuità rispetto a quelle dinamiche

che nel tempo hanno portato al fallimento dell’ATM.

Ci sono precise responsabilità -conclude Barresi- e non bastano certo le dimissioni del commissario Alligo, perché queste ultime sono da ricercarsi nell’inadeguatezza delle precedenti amministrazioni comunali e in chi a vario titolo (aziendale e sindacale) ha partecipato a scelte e gestionali rivelatesi negli anni fallimentari”.

Barresi non fa nomi, ma il riferimento a Cgil, Cisl e Uil è chiarissimo. Nel comunicato che arriva un’ora dopo quello dell’Orsa, i confederali non rispondono, indicano il Comune ed il Consiglio comunale come unici responsabili e dichiarano che “l’impietosa analisi dei revisori dei conti sul bilancio annuale ATM descrive come un copia e incolla, rispetto agli anni precedenti, di chi sono le responsabilità del disastro della partecipata e conferma, punto per punto, i rilievi già mossi dalla Corte dei Conti nella dettagliata relazione inviata lo scorso 27 novembre anche alla Procura della Repubblica.

I revisori – scrivono i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti Pino Foti, Enzo Testa e Silvio Lasagni- non aggiungono nulla a ciò che tutti già sapevano e cioè che l’ATM è al disastro perché con quelle poche risorse di cui dispone anziché adoperarle per il servizio di trasporto urbano è obbligata a pagare i conti del Comune, mentre quest’ultimo non adempie ai propri doveri e non esercita il dovuto controllo. E’chiaro da tempo di chi è la colpa della mancanza di autobus in circolazione e del perché non sono pagati gli stipendi. Ma amministrazione e Consiglio comunale finora hanno preferito pensare che fosse sufficiente non approvare i bilanci e rinviare il problema.

Adesso il re è nudo. Si rivolti l’azienda come un calzino, si individuino le responsabilità, si predisponga un nuovo bilancio e lo si approvi così come impone la legge. Al contempo però si avvii subito la trasformazione della partecipata, con una nuova gestione ed un nuovo gruppo dirigente  e si intervenga immediatamente sull’Assessorato Regionale Trasporti per recuperare finalmente anche per Messina quelle somme per il rinnovo del parco bus che negli anni passati sono andati in direzione di Catania, Palermo e delle aziende private”.