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ATM, Croce presenta ai sindacati il business plan

Presentato stamane il business plan della nuova società che  dovrà gestire l’Azienda Trasporti del futuro. Sul tavolo un report con costi, ricavi ed il preventivo del triennio 2013-2015.

Prevista quindi una Società per Azioni con tre rami d’azienda (Trasporto Pubblico Locale, Zone a Traffico Limitato e officine per manutenzione e riparazioni), oltre ovviamente al comparto amministrativo.

Croce ed il suo staff hanno fissato lo start up per l’1 aprile prossimo. Se si chiude con sindacati (qualche perplessità c’è) si prevede per quella data una delibera commissariale, che poi sarà passata al Consiglio comunale per il via libera definitivo.

Il report, da una prima occhiata chiamarlo Piano Industriale è eccessivo, prevede risparmi nelle spese e l’internalizzazione dei servizi (consulenze, manutenzione di tram e autobus anche se non nell’immediato visto che c’è il personale da formare).

A supportare questa ipotesi, i 21 milioni di euro che arriveranno dal Comune, i 7 dovuti dalla Regione ed i 2,9 previsti come rimesse statali. La previsione è quella di chiudere nel 2015 con un utile di 500 mila euro.

“Si frigge meglio -commentano lapidari i sindacati Orsa, Ugl e Cub- ma si frigge con olio che c’è adesso. Più che altro è un cambio di rotta, ma nel piano che ci è stato presentato non ci sono dettagli sulla ZTL, non si parla del Cavallotti e del parcheggio Zaera che dovrebbe essere aperto a maggio. Sapevamo che non avremmo avuto il Piano Industriale con una nuova ATM al centro della mobilità cittadina, ma quello che abbiamo visto questa mattina è più che altro un esercizio contabile. Ricco di buone intenzioni, ma non dice come e dove si recupererà la produzione o come si riorganizzerà l’azienda. Speravamo in un piano di più ampio respiro -aggiungono Barresi , Alizzi e Urdì. Apprendiamo con favore la previsione di mettere in esercizio a breve termine una media di 60 bus e 9 tram (anche se sono numeri insufficienti a soddisfare le esigenze di una città di 240 mila abitanti) e che non siano stati previsti esuberi di personale, ma saremo intransigenti sul rispetto dei diritti acquisiti dei lavoratori”.

“Con la consegna del business plan -dichiarano Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti- il confronto si fa finalmente più concreto e si comincia a ragionare quindi su dati reali e non più su aspetti generali. Il sindacato, che non ha mai preteso di scrivere a 4 mani con l’amministrazione comunale il nuovo progetto aziendale, aveva chiesto di conoscere in concreto tutti gli aspetti della nuova azienda ed ha perciò chiesto almeno un giorno di tempo per valutare il materiale consegnato ed eventualmente avanzare qualche proposta. Il problema non è quello di mediare sul gradimento che il progetto può suscitare nel sindacato o nell’amministrazione, bensì quello di costruire una proposta concreta di un’azienda totalmente diversa che sappia reggersi da sola e, soprattutto, un progetto che sia convincente per la città e per il consiglio comunale a cui, ricordiamo, spetta con apposito voto l’ultima parola. Non abbiamo mai pensato che questa operazione, così come la trattativa, fossero semplici. Ma l’Atm è al collasso e le sue ricadute su occupazione, servizi e bilancio comunale non possono essere sottovalutate. Continueremo perciò a trattare fino all’ultimo, ma servono inequivocabili segnali di discontinuità e un vero approccio ad un progetto di impresa”.

Discussione aggiornata a mercoledì prossimo, per dare il tempo ai sindacati di valutare con attenzione il documento proposto. Tra l’altro, a suscitare non poche perplessità è l’aspetto che riguarda i contratti. Sembra infatti, che l’esperto per le Partecipate Nino Dalmazio sia intenzionato ad applicare contratti diversi in base al ramo d’azienda nel quale i lavoratori saranno impegnati.

Una linea questa, che Orsa, Ugl e Cub non intendono far passare e sulla quale non ci saranno possibilità di accordo.