ATM, Comune e tram: l’Orsa va in Procura

ATM tramTroppe ombre sulla gestione del tram negli ultimi 10 anni e l’Orsa si rivolge alla Procura della Repubblica perché faccia chiarezza.  

Nella denuncia che il segretario generale di Orsa Trasporti di Messina Michele Barresi  ha presentato a Palazzo Piacentini, si chiede “di porre in essere ogni attività utile ad accertare eventuali responsabilità civili e penali in merito alla gestione dagli anni 2003 al 2013 delle attività di manutenzione dei rotabili e della linea tranviaria dell’ATM e di accertare la natura dei contenziosi scaturiti tra ATM e la ditta Alstom e la legittimità dei rapporti finanziari tra Comune e Azienda Trasporti in merito agli oneri posti in ATM fino all’anno 2012 relativi alla manutenzione dei mezzi e della linea”.

E non è tutto, perché il sindacato autonomo chiede anche che si faccia luce su “chi abbia disposto o autorizzato all’interno dell’ATM dal 2008 al 2013 la cannibalizzazione delle vetture tranviarie, se l’Amministrazione Comunale di Messina del periodo, nella qualità di legale proprietaria dei mezzi, sia stata preventivamente informata o ne abbia autorizzato la pratica e se tale attività sia giudicabile legale, legittima e opportuna o abbia causato direttamente o indirettamente in qualsivoglia forma un danno alla cosa e al patrimonio pubblico, se abbia contribuito ad aggravare lo stato di crisi finanziario e gestionale dell’ATM e anche se negli anni abbia causato grave nocumento al servizio di trasporto pubblico cittadino e all’utenza messinese”.  

Insomma, riassumendo in poche righe una vicenda che ha più di un punto oscuro, il segretario generale Barresi chiede alla Procura della Repubblica di accertare non solo su come la linea tranviaria sia stata gestita tra il 2003 e il 2013, ma anche sui contenziosi con la Alstom, su a chi spettino davvero le spese di gestione dei mezzi e della linea (Comune di Messina o Azienda Trasporti) e su chi abbia autorizzato lo smontaggio delle vetture guaste per ripararne altre invece di acquistare i pezzi di ricambio.

Nell’esposto, Barresi ricostruisce l’intera vicenda. “Con delibera n°277 del 6 agosto 2002 della Giunta Municipale di Messina pubblicata sull’Albo pretorio l’11 agosto 2002, divenuta esecutiva il 21 agosto 2002 avente per oggetto l’affidamento provvisorio all’azienda trasporti di Messina della gestione complessiva della linea tranviaria Gazzi-Annunziata -scrive il segretario generale di Orsa Trasporti Messina- si individua nell’ATM il soggetto gestore dell’intera linea tranviaria in via temporanea “sia per la fase successiva all’entrata in esercizio, sia per quella precedente onde consentire alla stessa azienda tutti gli adempimenti propedeutici” e di “rinviare a successivo provvedimento l’approvazione del contratto di servizio che regolerà i rapporti fra Comune di Messina ed ATM”.  

Si delibera inoltre di “assegnare in comodato d’uso all’ATM, nelle more della sottoscrizione del contratto di servizio e sulla base di verbale da redigersi in contraddittorio fra le parti ad ultimazione delle operazioni di collaudazione, la linea tranviaria comprensiva di impianti e vetture, man mano che le stesse saranno consegnate all’Amministrazione comunale”.  

Nel gennaio 2003 -si legge ancora nell’esposto- l’Ufficio Speciale Trasporti e Impianti Fissi della Campania organo della Direzione Generale S.T.I.F. del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti certifica l’immissione in servizio delle prime 7 vetture tranviarie bidirezionali accertando la sussistenza delle condizioni di sicurezza per l’esercizio nella città di Messina.

Le ulteriori 8 vetture ci risulta siano state consegnate e certificate al Comune di Messina tra gli anni 2003-2004 a completamento dell’intera flotta tranviaria da utilizzare sulla linea Gazzi-Annunziata. 

Si evidenzia inoltre che ad oggi nessun contratto di servizio è mai stato stipulato tra Comune di Messina e Azienda Trasporti Messina per regolamentare i rapporti tra le due parti in termini di servizi e attività richieste e prestate e i corrispettivi economici riconosciuti né per l’esercizio tranviario né per quello gommato e che ATM continua ad essere un’Azienda speciale con

le prerogative che questa comporta nei confronti dell’ente proprietario”.

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Michele Barresi, segretario generale Orsa Trasporti Messina

L’incongruenza più evidente è che nonostante la delibera di affidamento del 6 agosto 2002 affidi all’ATM  in comodato d’uso la linea tranviaria compresa di impianti e vetture lasciando quindi la proprietà al Comune di Messina, sia la stessa Azienda Trasporti a gestire a proprie spese alla gestione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria della linea e dei tram.

“Tale onere -scrive Barresi nell’esposto- ci risulta essere riportato in ogni aziendale successivo all’attivazione del servizio tranviario e contestualmente evidenziamo come dall’anno 2004 a oggi nessun bilancio ATM è votato e approvato dal Consiglio Comunale, organo preposto secondo la normativa delle Aziende Speciali a convalidare il bilancio dell’ATM.

Nell’ultimo consuntivo del 2012 gli oneri inerenti la gestione della linea e delle vetture tranviarie ammontano a poco più di un milione di euro suddivisi tra manutenzione e riparazione tram (47.036 euro), manutenzione della linea tram eseguita dalla ditta Ventura (513.120 euro), manutenzione impianti e armamento tram gestita dalla ditta Esperia (526.072 euro), manutenzione delle vetture del tram curata dalla ditta Alstom (5.770 euro) e altri costi (16.995 euro).  

Risulta inoltre che sul totale della flotta di 15 vetture disponibili all’ATM per l’esercizio il massimo mai impiegato sulla rete cittadina e quindi disponibile all’utenza si sia riscontrato nel biennio 2007-2008 con dieci vetture circolanti in linea. 

Come riscontrabile dai libri di servizio in ATM, è evidente che dall’anno 2008 in poi il numero di vetture utilizzabili in linea diminuisce progressivamente per problemi manutentivi. Una volta scaduto il contratto quinquennale di manutenzione delle vetture tranviarie con la ditta fornitrice Alstom, che avrebbe dovuto garantire anche la formazione professionale di personale addetto in ATM , si innescano una serie di contenziosi tra la stessa Alstom e l’ATM che causano inevitabili criticità manutentive provocate anche dalla difficoltà nel reperimento dei pezzi di ricambio originali delle vetture. 

Dal 2008 ben 5 vetture sono state fermate e rese totalmente inutilizzabili e di queste ben due hanno circolato solo nel primo biennio.

Successivamente, dal 2011 al 2013 ci risulta siano state fermate anche altre 2 vetture destinate ad analoga sorte. 

Dal 2008 in poi, in mancanza di pezzi di ricambio,  i preposti e i responsabili dell’ATM hanno  optato per il fermo di queste vetture o comunque hanno disposto e autorizzato l’utilizzo di queste come fonte di pezzi di ricambio per sanare i guasti occorsi via, via alle altre vetture rimaste in uso.

Si è pertanto disposta di fatto una forma di cannibalizzazione di alcuni mezzi per manutenzionare gli altri in servizio, tecnica che ci risulta non sia consentita dalla ditta costruttrice . 

Tutto ciò è palesato dalla carenza attuale di vetture in servizio dal 2013 ad oggi, che si attesta ad un massimo di 7 mezzi giornalieri con una media di 6 . Le vetture ancora sopravvissute alla cannibalizzazione ci risulta siano 8 anche se non tutte utilizzabili.

Nelle officine tranviarie dell’ATM sono visionabili le vetture cannibalizzate negli anni ridotte ormai a carcasse e di cui in alcuni casi rimangono solo le scocche esterne, come evidenziato anche da recenti notizie apparse sulla stampa locale e dalle foto che alleghiamo al presente esposto. Si evidenzia come le vetture siano state acquistate con finanziamenti pubblici al costo di circa 1,5 milioni di euro cadauna”.

Visto che non è ancora stipulato alcun contratto di servizio tra l’Azienda Trasporti e il Comune di Messina, indispensabile per regolare i rapporti tra i due e per definire ruoli e competenze, l’Orsa chiede l’intervento della Procura della Repubblica, cui spetta il compito di fare luce sulla linea tranviaria e  su come è stata gestita.

 

 

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