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ATM, ancora senza stipendio. Uil, Orsa e Ugl pronti alla lotta

Ancora senza stipendio i 610 dipendenti dell’ATM. La delibera di Giunta del 7 agosto scorso è carta straccia perché il trasferimento promesso di oltre un milione è privo di copertura finanziaria. A denunciarlo i sindacati UilTrasporti, Orsa e Ugl di Messina, che domani alle 13 si incontreranno con il vice sindaco Orazio Miloro. Dal vertice, dichiarano, si dovrà uscire con una soluzione che garantisca il futuro dei lavoratori. Diversamente, daranno il via ad una stagione di lotta che promette di essere memorabile. 

Ad aggravare la situazione, il fatto che in circolazione ci siano solo 18 autobus e 4 tram. E con la riapertura delle scuole alle porte, si prevedono giorni durissimi per il trasporto pubblico locale. Per i sindacati, ormai la situazione dell’ATM è ad un punto di non ritorno. “Chi ha sottovalutato il problema -dichiarano Silvio Lasagni di UilTrasporti, Michele Barresi dell’Orsa e Francesco Alizzi dell’Ugl- se ne assuma la responsabilità politica e amministrativa. Ormai siamo al capolinea, anche la dirigenza dell’azienda alza bandiera bianca e prende atto dell’impossibilità di pagare gli stipendi arretrati e di garantire il servizio alla cittadinanza. Con i 18 autobus ed i 4 tram in servizio, in questi giorni si è toccato il minimo storico”. 

Per le organizzazioni sindacali, questi numeri sono l’emblema di un fallimento della gestione dell’Azienda Trasporti per il quale non si sono trovate per tempo soluzioni mirate.

Michele Barresi

“Si rischia il caos cittadino -avvertono i tre sindacalisti- e reputiamo che sia doveroso riferire al prefetto Alecci il rischio tangibile di assistere ad un’interruzione dolosa, prevedibile e consapevole del servizio di trasporto pubblico cittadino. La città deve fare i conti con un servizio inefficiente ed insufficiente, che è garantito stornando le risorse economiche che dovrebbero essere destinate al pagamento degli stipendi dei lavoratori, che sono in arretrato non solo di due mensilità, ma anche del 50% della quattordicesima. In assoluto spregio di ogni legittimo diritto alla retribuzione, il 7 agosto scorso è stata partorita una delibera di Giunta che prevede l’accredito di solo 1 milione 333 mila euro, talmente insufficiente che non copre neanche la metà degli arretrati ed i contributi previdenziali. Peraltro, la delibera è prova di copertura finanziaria e per l’ennesima volta i lavoratori Atm, discriminati anche rispetto gli altri dipendenti comunali, resteranno a tasche vuote”. 

Peraltro, il 20 agosto scorso, solo dieci giorni prima delle dimissioni di Buzzanca, le organizzazioni sindacali avevano bocciato il piano di rilancio presentato da Innovabic, ritenendolo una scatola vuota. “Su questa vicenda è calato il silenzio assoluto -aggiungono Lasagni, Barresi e Alizzi- e temiamo che si voglia far cadere tutto nell’oblio della fase commissariale. Il commissario dell’ATM Santi Alligo deve prendere atto del fallimento gestionale dell’Azienda e rassegnare le proprie dimissioni, avendo per troppo tempo fatto da parafulmine alla sconsiderata politica di questa amministrazione che volge al termine e che, come abbiamo sempre sostenuto, ha mirato solo a procrastinare nel tempo ogni soluzione nel tentativo, oggi realtà, di lasciare la patata bollente dell’Atm alla futura Giunta”.