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At the end of the days

Paese: Italia

Genere: thriller

Durata: 93 minuti

Regia: Cosimo Alemà

Produzione e regia italiana per questo film che vede l’esordio al lungometraggio del suo regista, che come opera prima decide per questa storia ad alta tensione.

Protagonisti un gruppo di amici che organizzano nella più sperduta campagna che riescono a trovare una guerra simulata con armi simili in tutto e per tutto a quelle vere, comandamento imprescindibile per ogni appassionato di softair che si rispetti. Purtroppo però ignorano che la zona in passato è stata teatro di operazioni militari segrete e ciò firmerà la loro condanna.

Alemà ci tiene a mettere subito in chiaro le cose. Infatti, non appena ci sono presentati i protagonisti, la regia evidenzia il fatto che gli amici non siano i soli ad occupare quella zona mediante inquietanti riprese in soggettiva che scrutano il

gruppo da lontano.

Questa serie di inquadrature prosegue fino ai momenti decisivi quando l’azione e la paura iniziano, accompagnati da spargimenti sangue che però non indugiano sul truculento, allontanando il fantasma del torture-porn. La tensione da thriller ci sta tutta, insieme ahimè a qualche reminiscenza di troppo a classici del genere (uno per tutti “Un tranquillo weekend di paura”).

La fotografia è piuttosto ben fatta e rimanda allo stile europeo in generale e francese degli ultimi anni in particolare, che unitamente ad un ottimo sonoro consentono allo spettatore di calarsi completamente nella realtà del bosco sperduto, tormentato dal fiatone, dalla perdita d’orientamento, da rami e foglie che investono e tolgono il respiro.

È perfino individuabile il desiderio di mostrare una certa moralità sui temi della guerra, quasi si voglia evidenziare per l’ennesima volta che non è mai un gioco, perfino nelle sue evoluzioni più innocue. Consigliato a chi ritiene il softair innocuo!

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.