Assunzioni, danno erariale da un milione di euro: a giudizio anche Crocetta e Ingroia

Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta (Foto Paolo Furrer)
Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta (Foto Paolo Furrer)

Un presunto danno erariale da un milione di euro. A contestarlo è la Corte dei Conti di Palermo.

Sul banco degli imputati il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, l’ex magistrato Antonio Ingroia (attuale amministratore unico della Sicilia e-Servizi), l’avvocato dello Stato Massimo Dell’Aira e sei ex assessori regionali: Michela Stancheris, Nelli Scilabra, Patrizia Valenti, Nino Bartolotta, Ester Bonafede e Dario Cartabellotta.
Come scrive il quotidiano la Repubblica di Palermo, gli atti di citazione sono stati consegnati in queste ore. La vicenda concerne le assunzioni dirette, senza alcun concorso, per la partecipata regionale del settore informatico Sicilia e-Servizi, fortemente voluta dall’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.
Travolta dagli scandali per i fiumi di denaro pubblico sprecati dal momento della sua
costituzione, quando il partner privato lasciò la società si decise di chiuderla.
Antonio Ingroia
Antonio Ingroia
Salvo poi un ripensamento dell’ultimo momento, quando l’ex PM Ingroia dichiarò che la liquidazione di Sicilia e-Servizi avrebbe compromesso l’apparato amministrativo regionale perché non c’era nessuno tra le migliaia di dipendenti della Regione in grado di gestire i software della società.
Basandosi su una delibera della Giunta Crocetta e del parere favorevole dell’Avvocatura dello Stato, Ingroia diede il via libera alle assunzioni di 60 dipendenti sui 76 in carico all’ex socio privato.
Tra questi anche  il genero del mafioso Giovanni Bontate, ucciso in un agguato nel 1988.
Crocetta dovrà rispondere di danno erariale per 265 mila euro, l’avvocato dello Stato Massimo Dell’Aira e Ingroia per  100 mila euro, il resto della somma sarebbe di competenza degli altri indagati. Appuntamento in Tribunale  il 15 maggio.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.