Assenza del sindaco a Merì, Arcoraci rompe il silenzio: «Situazione intollerabile»

inbound3194195922143417015MESSINA. Il Comune di Merì da oltre cinque mesi in una situazione anomala a causa dell’assenza prolungata e totale del sindaco Filippo Gervasio Bonansinga dalla vita amministrativa.

Dalla fine di luglio, infatti, il primo cittadino non avrebbe preso parte ad alcuna attività istituzionale, senza che vi sia stata, secondo quanto riferito, una chiara e ufficiale comunicazione sulle ragioni di tale inattività.

Secondo alcune voci interne all’amministrazione, le decisioni assunte non sembrerebbero essere coordinate direttamente dal sindaco, circostanza che alimenta ulteriormente dubbi e interrogativi. A sollevare pubblicamente la questione è Carmelo Arcoraci, esponente di Forza Italia, vicino alle posizioni dell’onorevole Tommaso Calderone, ex assessore dell’attuale Giunta e primo degli eletti nella lista vincitrice delle elezioni comunali del 2022.
“Pur nel rispetto umano dovuto alla persona- sottolinea Arcoraci- il perdurare del silenzio non sia più sostenibile. L’intero apparato amministrativo avrebbe scelto la linea della mancata comunicazione, dimenticando il ruolo centrale che il sindaco riveste all’interno della comunità.
In questi mesi, non sarebbe pervenuta alcuna comunicazione ufficiale né al Consiglio comunale né alla cittadinanza. Al contrario, il vuoto informativo avrebbe lasciato spazio a indiscrezioni e ipotesi, fino a far emergere persino voci su possibili elezioni anticipate, con alcune persone che sembrerebbero già muoversi in tal senso. Una situazione che, secondo l’ex assessore, rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni e di alimentare sfiducia e disorientamento tra i cittadini”.
Tra l’altro, in caso di assenza prolungata del sindaco “nessun altro può sostituirne pienamente il ruolo, neppure il vicesindaco, che è figura nominata e non eletta direttamente dal corpo elettorale. Per senso di responsabilità e per evitare strumentalizzazioni -aggiunge Arcoraci- fino a oggi si è scelto di mantenere il silenzio, ma questo atteggiamento non può più protrarsi. Quando il silenzio diventa sistematico, rischia di trasformarsi in complicità”.

Da qui l’appello rivolto a tutti i consiglieri comunali, in particolare a quelli definiti “liberi”, affinché utilizzino ogni strumento politico e istituzionale disponibile per fare piena luce sulla vicenda. “Non è più tempo -incalza Arcoraci- di attendismi o equilibri di convenienza: i consiglieri sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità, chiedendo formalmente chiarimenti, pretendendo risposte ufficiali, attivando le procedure previste dalla legge e, se necessario, investendo della questione la Prefettura per verificare il regolare funzionamento dell’ente e il rispetto delle norme democratiche. Non si tratta di una battaglia personale né di una polemica sterile – conclude Arcoraci– ma di una battaglia politica e istituzionale per la dignità del Consiglio comunale, per il rispetto dei cittadini di Merì e per la tutela delle istituzioni. Continuare a ignorare la situazione significherebbe accettare un precedente pericoloso».