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Assassin’s Creed 3. Che l’hype abbia inizio

Evocando accostamenti affatto forzati, il fatidico anno che precede stravolgimenti epocali per l’umanità (fonte Maya) sembra svolgere un ruolo analogo per l’industria videoludica. 

Non costituisce più un mistero l’approssimarsi del salto generazionale nel campo delle tecnologie dedicate al nostro intrattenimento, con rumors sempre più attendibili sul rilascio di nuovi processori ed immagini sbalorditive che già svelano le prodezze di cui saranno capaci i motori grafici next-gen

Una nuova era è dunque alle porte. Ma quella sul viale del tramonto, dopo aver stravolto in appena sei anni gli equilibri dell’universo multisettoriale dell’entertainment, sembra intenzionata a chiudere in grande stile. Le uscite previste per il 2012 non lasciano dubbi al riguardo. 

E tra i titoli destinati a scuotere il mercato nei prossimi mesi spicca certamente Assassin’s Creed 3, imminente seguito del fortunato franchise Ubisoft. 

Superfluo ripercorrere l’articolata ed affascinante storyline che precede il terzo episodio della saga, tra capitoli principali, sottocapitoli aggiuntivi, DLC ed appendici varie. Impresa titanica per la quale, tra l’altro, non disponiamo di tempi e spazi adeguati. 

Sappiamo tutti di cosa stiamo parlando. Si spera. 

Pertanto balziamo direttamente alle prime indiscrezioni sul nuovo titolo, trapelate dapprima in via ufficiosa sulle pagine di Game Informer e poi avallate dal recentissimo lancio ufficiale da parte del publisher francese. 

Per cominciare, il nostro terzo assassino digitale si chiamerà Connor. Un meticcio, inglese per parte di padre e mohawk (tribù di nativi americani) di madre. 

Come è facile dedurre, stavolta l’azione si sposta sul nuovo continente situandosi cronologicamente nella seconda metà del XVIII secolo. Ovvero quando forze d’occupazione britanniche e coloni indipendentisti si contesero il destino delle terre di frontiera, tingendo di rosso l’alba turbolenta degli Stati Uniti d’America. 

Nel corso dell’avventura, che coprirà ben tre decadi, l’eroe incrocerà il destino di personaggi illustri quali George Washington, Benjamin Franklin e Charles Lee. 

Non ci è ancora dato sapere come si insinui la secolare lotta tra Assassini e Templari nelle concitate pagine di storia d’oltreoceano, sebbene alcune velate premesse siano state gettate nelle puntate precedenti. Certo è che noi vi prenderemo parte in modo decisivo, rivivendo

come di consueto le gesta di un figlio dell’epoca tramite l’usurato DNA del povero Desmond. 

Ed a proposito di Desmond, anche in Assassin’s Creed 3 avremo modo di vestirne i panni. Sembra infatti che, tra una sessione di Animus e l’altra, questi debba affrontare una delicata missione parallela ambientata ai nostri giorni. Ma sull’argomento nulla è trapelato, dunque torniamo allo scenario di gioco principale. 

L’ambientazione storica riproporrà le città di Boston e New York del tempo, allargandosi ad aree selvagge che includono montagne, foreste, corsi d’acqua ed accampamenti di coloni, con una capatina nella famosa Valley Forge durante l’occupazione militare del generale Washington. Un unico open-world, la cui vita sarà scandita dal ciclo giorno/notte e segnata da variazioni atmosferiche, mutando persino in funzione delle stagioni. 

Ovviamente è prevista l’implementazione di un sistema di spostamento rapido tra diversi punti della mappa, che per estensione sormonterà di una volta e mezza quella affrontata in Brotherhood.

Nuovo l’eroe, nuova la storia, nuovi i paesaggi e nuovo anche il gameplay. Almeno in parte. Le collaudate meccaniche di gioco, sostanzialmente invariate nei capitoli riguardanti il ciclo di Ezio Auditore, risultano infatti ampliate e riviste. 

Ad esempio nel sistema di combattimento, che stavolta consentirà lo scontro contemporaneo con più avversari. Oppure nell’interazione con l’ambiente durante gli spostamenti. Alle convenzionali acrobazie in città, comunque arricchite da inedite soluzioni, si aggiungeranno dunque arrampicate sugli alberi e scalate montane, complice la conformazione peculiare della nuova location

Il tutto condito da una gamma di dettagliate animazioni (migliaia!) appositamente realizzate, nonché dal sistema d’inquadratura reso più dinamico. 

Sembra poi che l’esperimento delle sezioni tower-defence varato in Revelations sia stato definitivamente accantonato, facendo largo ad una nuova variante di certo più consona al capitolo in uscita: la caccia alla selvaggina. 

Tali stuzzicanti anticipazioni ci giungono corredate da promettenti artworks e cover provvisorie, che aprono uno spiraglio anche sul look del gioco. Assaggio estetico destinato ad assumere sostanza nel mese di giugno, quando effettive (e più rivelatrici) immagini in-game saranno rilasciate da Ubisoft in occasione dell’E3 di Los Angeles. 

E questo è quanto, al momento.