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Aspettando Mass Effect 3

Mass Effect. L’inizio.

Ovvero, come avviare con stile una serie di appuntamenti sul dinamico ed incalzante panorama videoludico recensendo un polveroso titolo del 2007.

Un’idea affatto peregrina se il titolo in questione è, appunto, Mass Effect… e se pochi giorni ci separano dal terzo e conclusivo capitolo dell’epica saga fantascientifica cui ha dato inizio. 

MASS EFFECT 

Genere: Action, GdR 

Sviluppatore: BioWare 

Piattaforma: PC, Xbox360 

Lingua: testi e doppiaggio in italiano 

Giocatori: 1 

Anno: 2007 

La storia, se possibile, in breve.

Nel corso di una missione su Marte l’umanità si imbatte nei resti di una misteriosa quanto evoluta civiltà. In seguito, mutuando la tecnologia delle reliquie rinvenute sul pianeta rosso, la nostra esplorazione spaziale compie un decisivo balzo avanti, spingendosi finalmente oltre i limiti imposti dalle distanze interstellari.

Sarà il primo passo dell’uomo nello scacchiere celeste, già teatro di complessi rapporti tra razze aliene di ogni sorta. 

Il vertice politico della rete di sistemi di cui siamo entrati a far parte è costituito dalla coalizione delle tre specie più evolute: Salarian, Asari e Turian. Questa forma di governo galattico ha sede nella Cittadella, la titanica base spaziale assurta a centro nevralgico dell’intera Via Lattea, presso la quale anche gli umani non tardano ad ottenere una rappresentanza. Appena un’ambasciata, okay, ma come inizio non c’è male.

Sebbene ultimi arrivati, sappiamo ritagliarci un ruolo sempre più determinante nel vasto quanto delicato contesto, peccando forse di arroganza e scatenando non pochi dissensi nelle altre razze. 

Questa, per sommi capi, è la premessa che ci proietta senza indugio nel background fantascientifico di Mass Effect. 

La nostra avventura inizia a bordo dell’astronave Normandy, vanto della flotta terrestre, sulla quale vestiamo i panni di Shepard, al momento secondo in comando. La missione in corso prevede il recupero di una sonda aliena rinvenuta su Eden Prime, una delle tante colonie umane che le nostre mire espansionistiche (ci facciamo sempre riconoscere…) hanno disseminato in lungo ed in largo.

Di fattura simile allo storico ritrovamento effettuato su Marte, il manufatto scoperto su Eden Prime potrebbe racchiudere un potenziale a dir poco rivoluzionario. Non a caso l’Alleanza dei Sistemi (il governo terrestre del XXIII° secolo) decide di inviare il meglio del meglio per l’operazione di recupero.

E meno male.

Sì, perché ovviamente qualcosa va storto e la semplice missione degenera in un pericoloso scontro tra le rovine della colonia, che troviamo distrutta dall’invasione di forze ostili. Si tratta dei Geth, esseri artificiali inspiegabilmente interessati al nostro medesimo obiettivo.

Nel corso del concitato avvio del gioco scopriremo che il mistero della civiltà estinta racchiude la chiave per sventare l’imminente estinzione di ogni forma di vita organica presente nella galassia. Una minaccia da non prendere alla leggera, della quale però non sarà facile convincere il Consiglio.

Poco importa. Vorrà dire che l’affronteremo in prima persona, avviando una serie di indagini e missioni nel corso delle quali avremo modo di immergerci sempre più nello sconfinato quanto turbolento universo del gioco.

Senza svelare oltre del complesso impianto narrativo, è necessario aggiungere solo che questo si srotolerà dinanzi a noi in un crescendo emotivo talmente coinvolgente da rendere arduo il distacco dalla console (o dal pc). La trama accattivante attraversa gli scenari di Mass Effect lasciandone trapelare tutta la cura dei dettagli, la profondità, l’imponenza e la mole di possibilità interattive sapientemente intrecciate. 

Il gioco

Realizzato dal team BioWare (quelli di Baldur’s Gate), Mass Effect catapulta

il giocatore in sfide morali e situazioni adrenaliniche, miscelando con cura un gameplay di stampo dichiaratamente GdR a sessioni Action in real time. Una fusione di generi sbilanciata intenzionalmente in favore del primo.

Nel sistema di gioco sono infatti gli elementi GdR a farla da padrone, quali la caratterizzazione del personaggio (etica, abilità, equipaggiamento…), la vasta scelta di missioni secondarie da affrontare in parallelo alla quest principale e, soprattutto, la gestione dei dialoghi. Quest’ultima, fondamentale per determinare l’allineamento morale del nostro alter ego digitale, condizionerà non poco l’evoluzione stessa della trama, che pur restando abilmente incanalata nell’epico plot portante potrà subire influenti variazioni. Un sistema ben studiato che genera ed alimenta la piacevole sensazione di essere costantemente responsabili di quanto sta per accadere.

Il gameplay, concepito unicamente per la modalità single player, mette il giocatore nei panni del protagonista, affiancandolo con due alleati nel corso delle varie missioni. Ovviamente spetterà a noi completare il terzetto selezionando tra i componenti dell’equipaggio quelli che riterremo di volta in volta più adatti alle circostanze. A tal proposito, la squadra imbarcata sulla Normandy (che si arricchirà di soggetti più o meno simpatici, ma sempre ben caratterizzati, procedendo nell’avventura) non lesina varietà quanto ad indole, razza e specializzazioni, tanto che la funzione strategica di una scelta ben calibrata dei nostri compagni potrebbe davvero fare la differenza in azione.

Notevole attenzione è stata riposta proprio nello sviluppo delle meccaniche sociali che legano l’eterogeneo equipaggio, integrate con maestria nei risvolti narrativi.

Questa sintetica panoramica dell’ossatura GdR non può tralasciare la componente esplorativa, che alle convenzionali scarpinate attraverso agglomerati fantascientifici, basi minacciose ed inquietanti rovine extraterrestri, affianca diverse sessioni a bordo di un mezzo di superficie al fine di rendere accessibili anche gli angoli più remoti dei numerosi sistemi planetari presenti nella galassia. Così, approfittando di queste ricognizioni motorizzate, avremo modo di dimostrare la nostra abilità alla guida di un avveniristico rover attraverso aspri terreni e non sempre desolate lande aliene. Tali sessioni, pur mostrando il fianco ad una fisica migliorabile e ad una cura estetica spesso di livello inferiore rispetto agli alti standard mantenuti dal resto del gioco, ne accrescono piacevolmente l’immersività implementando una variante di gameplay. 

L’oculata costruzione delle dinamiche narrative ed esplorative, affidata agli elementi sopra citati, mantiene frenetico il ritmo di gioco grazie all’integrazione dei combattimenti in tempo reale. Anima Action del prodotto, gli scontri nei quali il giocatore si ritroverà puntualmente scaraventato nel corso dell’avventura costituiscono una vera e propria innovazione nel genere. Forse ancora acerbo, il battle system risente però del marcato genoma GdR del titolo, capace di smorzare la concitazione delle schermaglie con una gestione delle abilità bisognosa di ulteriori snellimenti. Difetto da poco, visto che l’elemento Action emerge sin dall’istante in cui sfoderiamo l’arma, trascinandoci di frequente in situazioni degne di uno sparatutto.

Infine, virando verso i rilevanti aspetti tecnici che innalzano questo gioco ai vertici della categoria, non possiamo che fare un plauso alla grafica sorprendente, forte di una modellazione accurata e di texture rifinite, alla magistrale regia ed al meraviglioso studio delle luci. Look che si fonde ad un comparto sonoro di tutto rispetto, conferendo ad ogni singolo istante della nostra impresa un’emozionante resa cinematografica. 

Mass Effect non delude sotto alcun punto di vista ed i pochi angoli da smussare incidono impercettibilmente sul coinvolgimento generale offerto dal titolo BioWare. L’esperienza di gioco non perde un colpo fino ai titoli di coda, lasciando al giocatore il ricordo di un’epica avventura della quale potrà dire di essersi sentito visceralmente protagonista.