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Arriva il terrore del Natale: i regali riciclati

Anche il 2014 è sul punto di essere archiviato. Prima però di dare inizio ai festeggiamenti per il 2015, non sfuggiremo di certo alle tradizionali mangiatone con parenti, panettoni, carte da gioco, tombole e regali.

Già da oltre un mese su facebook impazzano i soliti e lacrimosi link-song natalizi (tipo gli Wham con Last Christmas e la classica Mariah Carey con All I want for Christmas is you) e io mi preparo a fare il consueto sondaggio.

Parlando con amici e parenti viene fuori che a fare i regali più brutti sono con schiacciante maggioranza cognate e zie, che battono anche le suocere, quelle dei pigiamoni in pile modello antistupro.

Smascherate le due categorie che secondo questo numero ristretto di gente non perdono tempo ad adattare il pensierino al destinatario, mi addentro nel mio di pensiero, esaminando la questione.

Si parla di scambio di regali, perché in genere li si fa e li si riceve. Purtroppo, cercando di sorprendere e per dimostrare affetto, si arriva a volte a delle soluzioni anche costose, incappando però in uno scambio poco equo. Mi hanno raccontato di un PC ricambiato con due libri, di un Rolex con un pigiama (non certo un Victoria’s secret) e di un solitario da oltre un carato con una sciarpa.

E poi ci sono quelli che da bambina chiamavo regali non piaciuti. Piuttosto scarsa nel simulare le emozioni, paleso immediatamente un qualcosa che non mi piace, sia che riguardi me o gli altri.

Tra i peggiori che ho visto o di cui mi hanno parlato, è giusto citare le imitazioni dei profumi, da Acqua di Gioia a Eternità e i maglioni tristemente grossi in lana e pieni di pon pon (mia sorella ancora paga lo psicologo per averne ricevuto uno in età adolescenziale). Poi il peggior regalo che io abbia ricevuto. Dentro uno scatolino da bomboniera, di quelli rigidi bianco-madreperla, chiuso con nastrino bianco ed etichetta dorata del negozio (mancavano solo i confetti e il tulle) una cinturina in simil-cuoio, trovata probabilmente in un vestitino da bancarella.

Adesso gente, riflettiamo. Vada per il riciclare una cinturina che mai sarebbe stata indossata dalla proprietaria del vestitino sopracitato, complimenti anche per il risparmio avendo quindi preso due piccioni con una fava (risparmio nel comprare un regalo e nell’armadio c’è un capo in più) ma perché lo scatolino della bomboniera? Ma l’arte del riciclo non sarebbe più giusto lasciarla a Giovanni Mucciaccia di ArtAttack o a Barbara Gulienetti di Real Time?

Finito il sondaggio, mi metto alla ricerca di gadget carini, nuovi, simpatici, goliardici, a prezzi sostenibili. Mi si apre un mondo attraverso i vari siti internet. Troviamo dal fidanzato-cuscino, un morbido e confortevole cuscino a forma di busto con braccio che simula un abbraccio per le donne bisognose di coccole, al quale personalmente credo andrebbe abbinato un simpatico dildo per i momenti di intimità individuali, al kit cura per il gentiluomo che in una confezione elegante, un cofanetto in velluto grigio, contiene pettinino, forbice, specchietto e una cremina tascabile (doveroso copiare la descrizione dell’articolo: cura quotidiana per uomini impegnati).

Ogni vero maschio dovrebbe iniziare la giornata curando il compare di mille battaglie e a soli 14,90 euro. E ancora, per gli amanti delle cose di casa, trovo la carta igienica stampata con Babbo Natale e canzoncina annessa.

Cortesemente, diamo un taglio al riciclo natalizio, ai regali osceni. Gusto e rispetto, please. E se proprio non ce la puoi fare… non lo fare! Ovviamente, ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.