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Arresti Università, la Cgil al rettore: “Iniziare un’opera di profondo cambiamento”

Lillo Oceano, segretario generale Cgil Messina

L’inchiesta della DIA di Catania, che ha dato vita all’emissione di ordinanze cautelari nei confronti di sei persone indagate nell’ambito di un’inchiesta che avrebbe portato a scoprire un’organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e agli esami universitari nell’Ateneo Peloritano, getta ancora una volta una nuova pesante ombra sull’Università messinese.

La CGIL e la FLC CGIL di Messina ritengono che il nuovo Rettore debba dare inizio ad un’opera di profondo cambiamento all’insegna della legalità e trasparenza e di piena e franca collaborazione con le autorità competenti per individuare tutti i responsabili.

“Dove per cambiamento -evidenziano Lillo Oceano, segretario generale Cgil Messina insieme a Franco Di Renzo e a Graziamaria Pistorino della Flc Messina- significa che l’Università deve essere liberata da privilegi, favoritismi, raccomandazioni, corruttele e deve tornare ad essere luogo dove si affermano capacità e impegno”.

La Cgil e Flc puntano poi il dito sui nuovi meccanismi di selezione per accesso all’università che anche a causa delle troppe distorsioni e del persistere di pratiche illecite, hanno finito con l’agevolare i soliti noti.

L’inchiesta infatti evidenzia un problema legato alle facoltà a numero chiuso, strumento a proposito del quale occorre domandarsi se sia davvero utile ai fini della programmazione degli accessi ai corsi universitari, oppure se bisogna pensare a forme nuove, che rappresentino un equilibrio tra diritto allo studio costituzionalmente garantito (e quindi possibilità per tutti di poter accedere all’istruzione universitaria) e possibilità di poter “spendere” concretamente il titolo di studio nel mondo del lavoro.

“Perché -concludono i tre dirigenti sindacali- oggi più che mai occorre garantire il diritto allo studio e la parità di chance nell’accesso all’università”