Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Aree da bonificare in Italia: Milazzo è il sito a più alto rischio per le malformazioni congenite

Presentato il V rapporto del progetto Sentieri, lo studio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità per monitorare lo stato di salute della popolazione residente nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche. Si tratta delle aree più inquinate d’Italia, quattro delle quali sono in Sicilia: Milazzo, Gela, Priolo e Biancavilla. In generale lo studio conferma la presenza di vari eccessi di mortalità e tumori nei SIN della penisola. Ma è sul tasso di malformazioni congenite dei neonati, indagato per la prima volta nell’ambito del progetto Sentieri, che arrivano le sorprese peggiori.

Specie per uno dei SIN siciliani, quello di Milazzo. Infatti è proprio nella provincia mamertina che si registra l’eccesso di malformazioni congenite più alto tra tutti i SIN indagati a livello nazionale, con un tasso che supera l’atteso del 79%.

A salire su questo poco invidiabile podio anche Piombino (+64%) e Mantova (+49%), mentre Gela è solo al sesto posto (+25%). Per quanto riguarda le possibili associazioni tra patologie e fonti di inquinamento, lo stesso progetto ha effettuato in tal senso una revisione della letteratura scientifica, i cui risultati sono stati presentati in una precedente pubblicazione. Nel caso delle malformazioni congenite è stata segnalata un’evidenza di associazione con raffinerie e petrolchimici. Un’evidenza rafforzata da un recente studio a coorte della Regione Puglia, citato nell’ultimo rapporto Sentieri, che ha riscontrato una relazione diretta tra esposizione ai Composti Organici Volatili emessi da un petrolchimico e tasso di malformazioni congenite. I COV emessi da tali impianti sono rappresentati tipicamente dagli NMHC (idrocarburi non metanici), che, secondo ARPA Sicilia sono responsabili dei disturbi olfattivi che le popolazioni delle aree attigue ai poli petrolchimici siciliani lamentano.

Un problema decennale a cui – quanto meno a Milazzo – si è sperato di porre rimedio attraverso l’introduzione di limiti (attualmente inesistenti) alle emissioni odorigene della locale raffineria. Tali limiti erano inseriti nel quadro di una serie di prescrizioni sanitarie che all’inizio dello scorso anno erano state determinate dai sindaci di Milazzo e San Filippo del Mela per ridurre i rischi per la salute delle popolazioni esposte. Successivamente però gli stessi primi cittadini hanno fatto marcia indietro, vanificando di fatto la valutazione sanitaria precedentemente effettuata. Una vicenda controversa su cui è pendente al TAR di Catania un ricorso presentato da altri sette Comuni della Valle del Mela, che contestano l’accantonamento delle prescrizioni sanitarie. Quel che è certo è che quei limiti prima inseriti e poi eliminati sarebbero più che necessari per garantire alle popolazioni esposte e ai nascituri la salute e una qualità di vita migliore.