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Architetto o cake designer?

Quando si dice che l’arte trova diversi mezzi  per esprimersi , non si tratta unicamente di un aforisma. Pittura, scultura, architettura, moda, sono solo gli stili tradizionali a cui siamo abituati ad assegnare il sentimento artistico. Ma l’estro non ha confini ed apre nuovi mondi ai colori, forme, e perché no, ai gusti.

Ne dà conferma l’architetto messinese Benedetta Genovese, che vive a Reggio Calabria dove ha uno studio ben avviato insieme al marito, che nonostante la possibilità di esprimersi mediante opere architettoniche ha sentito la necessita di cimentarsi nel cake design: l’arte di decorare le torte.

Ritenuta una moda dei giorni nostri, in realtà ha origini più antiche, risalenti al matrimonio della regina Vittoria. La tradizione britannica, diluita nel tempo con la pasticceria mondiale, ha trovato diverse scuole, tra cui quella italiana, che consiste nel dar diversi aspetti alle torte mediante la modellatura di una copertura realizzata in  pasta di zucchero. Le forme che si realizzano sono le più svariate, spesso attinenti o meno all’evento per le quali sono state richieste.

“Ho iniziato seguendo corsi di ceramica e alla fine sono approdata alla pasta di zucchero -racconta Benedetta. Trovavo ci fosse una certa attinenza nella lavorazione, così ho sperimentato da autodidatta  varie creazioni. Ho iniziato con le bamboline e poi ho perfezionare sempre più il mio tocco”. Per Benedetta sono arrivate ben

presto alcune  commissioni di torte che l’hanno lanciata verso la partecipazione a concorsi nazionali. “ Una mia amica decise di affidarmi la creazione della sua torta nuziale -ricorda- e visto che mi era riuscita particolarmente bene mandai la foto per il concorso del Sigep (una manifestazione di gelateria mondiale, la più importante del mondo). Sono arrivata in semifinale, ma è stata lo stesso  una grande conquista”.

Benedetta Genovese

Di giorno architetto, nel tempo libero cake designer. Uno stile di vita legato dallo stesso filo conduttore: l’inventiva. Ma ci sarebbe da chiedersi perché la strada architettonica non soddisfi la vena artistica di Benedetta.

 “Seppur soddisfatta del mio lavoro e del mio studio -spiega- citato anche in riviste internazionali come “Domus”, l’architettura è molto limitata e non del tutto compresa  nelle sue espressioni”. In linea con la sua predisposizione creativa  giustificata così questa valvola di sfogo dai sapori molto dolci che ha portato Benedetta Genovese a frequentare corsi professionalizzanti per poter anche realizzare dei corsi per insegnare quest’arte.

“Il cake design è sicuramente un  settore ancora in cui si improvvisa con poche regole e che fa proseliti tra le file degli autodidatti, ma è anche un’opportunità lavorativa se coltivata sin dall’inizio -consiglia la cake designer. Sono necessari una preparazione accurata, anche riguardo le norme igieniche, e qualche nozione di marketing. Il resto lo farà la capacità artistica” .