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Appalti, i punti cardine della riforma

Con il quadro normativo regionale vigevano in Sicilia, dopo l’emanazione della legge n.7 del 2002, ben ventuno leggi successive di modifica, integrazioni e, a volte, di modifiche delle modifiche, che determinavano una grave incertezza sulle norme da applicare procurando ritardi nelle procedure. Inoltre, l’entrata in vigore l’8 giugno scorso, del nuovo Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti, senza il nuovo intervento legislativo, avrebbe comportato
un’ulteriore disordine.

Con la legge di riforma del settore degli appalti pubblici, il cui articolato e’ stato approvato ieri dall’Ars, e che recepisce il D.Lgs. 163/2006 e il nuovo Regolamento D.P.R. 207/2010, la Sicilia si e’ dotata di un quadro normativo chiaro e di facile applicazione che elimina inutili differenze con quello nazionale, pur preservando e tenendo conto delle specificita’ della regione.

Sono elementi chiave della nuova disciplina:
– La chiarezza, la trasparenza, l’accelerazione delle procedure e ulteriori norme di contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa.

– E’ stato privilegiato come sistema di aggiudicazione, il metodo dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, ponendo dei paletti a salvaguardia dell’utile d’impresa. Nel caso di ricorso al sistema del massimo ribasso, sono state previste garanzie aggiuntive in presenza di ribassi eccedenti il 20%, con polizza fidejussoria bancaria. Sono state introdotte, inoltre, alcune norme di snellimento e di maggiore trasparenza per le attivita’ svolte dall’Ufficio regionale per l’espletamento di gare (Urega). Tale meccanismo, nello spirito della legge e’ orientato, soprattutto, ad arginare il fenomeno delle infiltrazioni della criminalita’ organizzata, garantendo, nello stesso tempo, la completa e corretta esecuzione dei lavori.

– L’accelerazione di alcune procedure, come l’approvazione dei progetti con importi sotto soglia comunitaria, attraverso lo strumento della Conferenza dei servizi, prevedendo anche la partecipazione dei progettisti dell’opera.

– Il dimezzamento dei tempi di pubblicazione per tutti gli enti del Programma Triennale delle opere pubbliche.

– La previsione che nei programmi di spesa regionale possono essere inseriti anche lavori dotati soltanto del documento preliminare alla progettazione, consentendo cosi’ anche agli enti che non dispongono delle risorse economiche necessarie per predisporre ulteriori livelli di progettazione, di potere concorrere per ottenere i finanziamenti regionali.

Questi ultimi tre punti consentono di accelerare tutti i processi di spesa con evidenti benefici per la ripresa economica, riducendo i tempi che intercorrono tra la fase di programmazione dei lavori e la loro ultimazione. 

La nuova legge garantisce, inoltre, una migliore trasparenza nell’affidamento degli incarichi professionali grazie all’istituzione di:
– Un Albo unico regionale al quale tutti gli enti fanno riferimento per l’individuazione dei professionisti ai quali
affidare gli incarichi sotto la soglia dei 100.000 euro, evitando il proliferare di Albi diversi, per i quali i requisiti di
iscrizione erano a volte fissati in maniera discrezionale e variavano da ente a ente.

– Un Albo regionale di esperti dove attingere, per sorteggio pubblico, i componenti delle commissioni esaminatrici per gli appalti da aggiudicare con il sistema dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.

– La previsione che il R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) possa richiedere al competente ordine professionale la verifica del corrispettivo economico da mettere a gara per i servizi di architettura e di ingegneria.

Ulteriori elementi di novita’ sono costituiti da:
– Uno specifico fondo per la conservazione e la sicurezza dei beni culturali siciliani, prevedendo di reperire le risorse
necessarie con il 50% derivante dai contratti di sponsorizzazione.

– Il ricorso al concorso di idee, in modo da consentire anche ai giovani professionisti di proporsi per la progettazione di importanti opere pubbliche, potendo acquisire successivamente, in caso di aggiudicazione, i requisiti economici e tecnici necessari per la progettazione esecutiva, mediante l’associazione temporanea con altri soggetti.

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha voluto complimentarsi con l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilita’, Pier Carmelo Russo, e con il suo staff per il lavoro svolto ma ha anche sottolineato l’atteggiamento positivo del parlamento siciliano che, “senza ostruzionismi, ne’ in commissione ne’ in aula, ha consentito in poche ore di consegnare la riforma a tutti siciliani e, in particolare, alla categoria dei costruttori che la invocava”. “E’ una legge – ha sottolineato Lombardo – che potra’ rilanciare il settore dell’edilizia in Sicilia”.

“Gli obiettivi raggiunti – ha affermato l’assessore Russo – sono stati condivisi da tutte le componenti del tavolo tecnico che ho insediato ai primi di gennaio presso l’assessorato. Con tali rappresentanze, a cui va un sincero e affettuoso ringraziamento, si e’ concertato il percorso e le norme da inserire nella nuova legge”.